Cerimonia al Bosco Romagno

26 Giugno 2022

CIVIDALE. “Mai come oggi ci sembrano vicini i valori di chi ha combattuto per la libertà e ci ha donato la democrazia. La guerra d’aggressione decisa a freddo e scatenata senza freno contro la popolazione inerme dell’Ucraina ci ha fatto fare un balzo nel tempo, in un’epoca che pensavamo definitivamente tramontata, perché un dittatore vuole imporre con la forza delle armi il suo dominio su una nazione indipendente”. Lo ha detto oggi la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, intervenendo a Bosco Romagno di Cividale, alla cerimonia commemorativa dei partigiani della Brigata Osoppo fatti prigionieri alle malghe di Porzus nel febbraio 1945 e uccisi nei giorni successivi nei pressi del bosco.

A proposito della strage di Porzus, la parlamentare ha ricordato che “le macchie vi furono, sono note, riconosciute e non vanno cancellate” indicando “l’umana compassione, la pietà autentica per il male compiuto e subìto, il ritrovare se stessi nell’altro” quale “via obbligata per fermare il rimpallo dei torti e delle ragioni”, prendendo esempio dallo “storico abbraccio pacificatore tra don Bello e Vanni Padoan”.

Traendo spunto dalle parole di Pier Paolo Pasolini in morte del fratello ucciso a Bosco Romagno, Serracchiani ha ribadito che “gli osovani, nell’ambito dell’ampio movimento resistenziale, hanno svolto un ruolo fondamentale per garantire la libertà, la democrazia e, per quanto concesso a un Paese sconfitto in guerra, l’integrità territoriale dell’Italia. Non c’è spazio per gli equivoci – ha affermato la deputata dem -; inseguiremo la pace con tutte le forze, ma tocca a noi, all’Europa per prima, aiutare una giovane democrazia che si oppone a forze soverchianti”.

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