Cercar lavoro: gli strumenti ci sono, non tutti li conoscono

20 Dicembre 2015

TRIESTE. Cerchi lavoro? Gli strumenti ci sono, anche se non tutti li conoscono: c’è un portale europeo (www.eures.europa.eu) per la mobilità, utile sia per i lavoratori sia per le imprese e c’è la piattaforma europea per i reclutamenti on-line www.europeanjobdays.eu. C’è poi un portale in EURES (Drop’pin@EURES) che facilita le opportunità di tirocini e di apprendistato soprattutto per i giovani e che facilita l’incontro fra domanda e offerta. C’è anche il Progetto Your first EURES job che offre servizi e sostegno finanziario ai giovani dai 18 ai 35 anni e ai datori di lavoro dei 28 paesi europei, Norvegia e Islanda compresi. Sono solo alcune delle opportunità offerte da Eures illustrate da Catia Mastracci del ministero del lavoro nel corso del convegno “Il futuro del lavoro nell’area di Euradria, organizzato dal Comune di Trieste e da Confartigianato Fvg nella sala Tessitori del palazzo della Regione, in piazza Oberdan a Trieste.

L’incontro è stato aperto dai saluti di Sandro Caporale per Confartigianato Fvg che ha evidenziato la difficoltà di rapportarsi con la pubblica amministrazione che ha una marcia decisamente più lenta delle imprese private; da Filomena Avolio, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Fvg che, ricordato l’evoluzione dell’artigianato in Fvg negli ultimi 50 anni ed evidenziato che l’imprenditoria femminile è il 23% del totale delle imprese e si è augurata che questa regione allargata rappresenti una opportunità in più per l’occupazione, mentre la dott.ssa Carlotta Cesco del Comune di Trieste si è soffermato sul progetto Eures che coinvolge le regioni confinanti di Italia, Slovenia e Croazia per “affrontare in comune le sfide comuni creando opportunità di lavoro sulla base delle opportunità del territorio che il comune di Trieste ha individuato nei settori dell’hi-tech e del bio hi-tech”.

Ma su quali professionalità debbono puntare gli studenti di oggi per avere un lavoro domani? Secondo Thomas Bialas, futurologo, i giovani debbono capire subito che dovranno cambiare 40 volte il loro tipo di lavoro, cambiando continuamente competenze e quindi occorre puntare sulle competenze cross-culturali o meglio occorre ritornare all’uomo rinascimentale in grado di comprendere le complessità in molti ambiti e discipline diverse. Siccome il 50% del lavoro verrà svolto da computer cognitivi, dall’intelligenza artificiale, da smart robot, compreso il lavoro intellettuale di fascia media, compreso quello giornalistico, occorre puntare o su altissime professionalità o accontentarsi di lavori umili o infine dedicarsi a lavori emozionali come maestro di yoga e di zumba.

La relazioni sono state affidate a Alessandra Miani della Regione Fvg che ha illustrato gli strumenti previsti da Eures a favore della mobilità del lavoro transfrontaliero; a Guido Bortoluzzi del Comune e dell’Università di Trieste che ha parlato delle opportunità di lavoro nei cluster innovativi transfrontalieri concentrandosi soprattutto nei settore bio medicale, delle bio tecnologie, del bio farmaceutico e del bio elettronico uno dei pochi ad aver superato brillantemente la crisi economica e a crescere anno dopo anno e che ricerca personale, tutt’ora difficile da trovare come programmatori con competenze nel settore medicale, esperti di risorse umane, specialisti di hardware, tecnici. Sono infine intervenuti Nevenka Bandelj, per la Slovenia, e Jadranka Tomasoc, per la Croazia, che hanno parlato delle nuove professionalità per il lavoro transfrontaliero nei rispettivi paesi.

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