Catas 6 mesi dopo l’incendio torna del tutto operativo

4 Luglio 2017

La conferenza stampa (Foto Petrussi)

SAN GIOVANNI AL NATISONE. In sei mesi Catas, il più importante laboratorio europeo di prove e ricerche per il settore legno-arredo, è tornato pienamente operativo. L’incendio dello scorso 20 dicembre, che ha distrutto parte della sede di San Giovanni al Natisone, è oramai dimenticato: l’impegno e la passione di tutti, il supporto della filiale di Lissone, in Brianza, e l’allestimento di un laboratorio provvisorio a poche centinaia di metri dalla sede di Via Antica hanno permesso di compiere il miracolo. “Un miracolo – come ha dichiarato il presidente Bernardino Ceccarelli, in occasione della conferenza stampa svoltasi oggi, martedì 4 luglio – compiuto grazie alla passione e alla abnegazione di tutte le persone che lavorano in Catas, senza le quali non sarebbe stato possibile voltare pagina. Catas, dunque, continua a essere una eccellenza friulana che il mondo ci invidia e che ha davanti a sè un futuro fatto di grande competenza, professionalità, riconosciuta autorevolezza”.

L’incontro con i giornalisti ha permesso al direttore dell’istituto, Andrea Giavon, di presentare il progetto per il nuovo “laboratorio mobili”, una struttura di oltre 2.500 metri quadrati a cui si aggiungono altri 800 metri quadrati di magazzino, per un investimento complessivo che supera i 3 milioni di euro. “Un investimento che affronteremo in piena autonomia e che ci permetterà di poter disporre di spazi più ampi e attrezzature ancora più moderne, oltre ad ambienti destinati a ospitare eventi di formazione per le imprese di settore e gli incontri degli organismi internazionali di normazione e certificazione di cui siamo parte attiva”, ha dichiarato. Un cantiere che prenderà il via già nei prossimi giorni e si chiuderà entro il 2019: un’opera che avrà concreti riflessi anche sul fronte occupazionale per una realtà che non ha mai smesso di essere una opportunità per i giovani della regione.

Visita ai nuovi laboratori (Foto Petrussi)

Al vicedirettore Franco Bulian il compito di presentare cosa è Catas, laboratorio nato nel 1969 su iniziativa della Camera di Commercio di Udine a supporto al tessuto economico del “Distretto della sedia” e oggi un centro di competenza a livello internazionale, forte di un fatturato che supera i 6 milioni di euro, oltre 10 mila metri quadrati di laboratori, 50 tecnici altamente specializzati, due sedi, un ricchissimo catalogo di test, oltre 43 mila prove effettuate ogni anno per duemila clienti in tutto il mondo, di cui ben il 40 per cento stranieri, dalla Cina agli Stati Uniti.

Alla conferenza stampa era presente anche Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Udine, azionista di riferimento del laboratorio: “Il Catas è un fiore all’occhiello della nostra economia”, ha commentato. “Ancora una volta ha dimostrato la sua forza nella gestione del devastante incendio, reagendo con intelligenza, senza fermare il lavoro, trovando alternative valide per rispondere subito ai clienti e ripristinando velocemente la sua sede. Da questa situazione siamo certi uscirà più forte di prima e valorizzerà ulteriormente il suo ruolo, punto di riferimento internazionale di eccellenza e qualità”.

La mattinata si è conclusa con il saluto del vicepresidente della Regione e assessore alle attività produttive Sergio Bolzonello. La conferenza stampa è stata anche la prima “uscita pubblica” del nuovo cda dell’istituto: lo scorso 11 maggio l’assemblea dei soci ha infatti confermato alla presidenza Bernardino Ceccarelli, (Ceccarelli Group, Udine) e i consiglieri Franco Buttazzoni (Blifase, Corno di Rosazzo), Matteo Tonon, (Tonon & C, Manzano) e Federica Di Fonzo (Frag, Pradamano), a cui si è aggiunta Maria Chiarvesio, professore associato alla Università di Udine, Dipartimento di Scienze economiche e statistiche.

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