Caso Cpr: l’Anci Fvg sostiene la Sindaca di Gradisca che ha informato la popolazione

27 Marzo 2020

”I Sindaci hanno il diritto e il dovere di informare i propri cittadini su quanto accade sul proprio territorio relativamente alla diffusone del contagio da Covid-19. I Sindaci sono i primi responsabili della salute dei cittadini poiché vengono chiamati a rispondere ogni qualvolta si creino problemi di salute sul loro territorio. Hanno, soprattutto in questa situazione di emergenza e di particolare sensibilità delle persone, il dovere di informare con la massima trasparenza perché informare vuol dire creare consapevolezza nei loro cittadini al fine di rispettare in maniera puntuale tutte le misure di prevenzione messe in atto a livello regionale e nazionale”. E’ l’inizio di una comunicazione firmata dal sindaco di Palmanova Francesco Martines in qualità di vice presidente dell’Anci regionale e dal collega di Ruda, Franco Lenarduzzi, che nell’associazione regionale è responsabile per i piccoli comuni.

”Le accuse mosse dal Sindacato autonomo di polizia (Sap) alla Sindaca di Gradisca d’Isonzo – si legge ancora – in merito alla diffusione della notizia del contagio all’interno del Cpr della sua città, non solo non trovano alcun fondamento giuridico, ma sono prive di buon senso. Lo stesso che il Sap invece pretende dalla prima cittadina. A nessuno sfugge infatti che all’interno del Cpr la conoscenza del caso è difficilmente oscurabile a quanti sono trattenuti nel centro, siano essi i migranti che gli operatori. Se l’intento del Sap era quello di evitare che i soli migranti venissero a conoscenza di quanto accade, ciò costituisce un grave pregiudizio nei confronti loro e delle loro famiglie.

Diamo per scontato, infatti, che gli operatori della polizia siano invece stati messi a conoscenza del contagio per la miglior tutela della loro stessa salute. Qual è allora l’intento di non diffondere la notizia: creare differenze di tutela tra operatori e migranti? Oppure non far uscire la notizia al di fuori delle mura del Cpr e in questo modo impedire ai cittadini di Gradisca d’Isonzo e della Regione di conoscere quanto accade al suo interno e come viene gestito il contagio?

”Norme, diritti, trasparenza e tutela dovrebbero essere – è la conclusione – i principi a cui si ispira un sindacato”.

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