Casa Giacomuzzi Moore è ora Spazio Oblò: una nuova vita

20 Marzo 2016

UDINE. Pesciolini rossi “liberati” nelle vasche, bambini festanti e una miscela di emozioni, soddisfazioni e aspettative positive. Comincia così la nuova vita di Casa Giacomuzzi Moore, gioiello nascosto dell’architettura udinese del Novecento, progettato nel 1949 da Angelo Masieri, inaugurato sabato, nella sua nuova veste di Spazio Oblò. L’edificio è stato ristrutturato dalla società Oblò nell’ambito del progetto PISUS UD CÛR, che ne ha esaltato le caratteristiche architettoniche originarie, votate all’accoglienza, e lo ha adattato ad ambiente a misura di famiglia e di bambino, per assolvere contestualmente funzioni aggregative, formative, espositive, congressuali e conviviali.

Angelo-Masieri-casa-Giacomuzzi-Moore-Udine-1949-590x475Al battesimo di Spazio Oblò, salutato dalla liberazione dei pesciolini rossi nelle due vasche antistanti l’ingresso, sono intervenuti il sindaco di Udine, Furio Honsell; l’assessore comunale alle attività produttive e al turismo, Alessandro Venanzi; l’architetto Lorenzo Giacomuzzi Moore, proprietario dell’edificio sito in Via Marinoni 11, molti bambini accompagnati da genitori e familiari e diversi operatori attivi in campo educativo e culturale. «A nome dell’intera città – ha commentato Honsell – esprimo il mio apprezzamento per questo progetto ambizioso ed importante, che coniuga recupero architettonico, creatività, professionalità e servizi per la popolazione». Il sindaco e l’assessore Venanzi hanno altresì sottolineato due aspetti che qualificano l’intero progetto: «L’efficace connubio tra profit e non profit con la conseguente valorizzazione di competenze e sensibilità per far crescere professionalità specifiche e per creare possibilità occupazionali e l’attenzione specifica per bambini e famiglie, che si coglie anche nella cura dei singoli dettagli che caratterizzano gli interni e gli esterni della Casa».

Visibilmente emozionato Lorenzo Giacomuzzi Moore, nella sua veste di padrone di casa, che ha vissuto in prima persona, da bambino, la progettazione e la costruzione dell’opera di Masieri. Emozione, e soddisfazione, anche per Silvia Paoli Tacchini, titolare di Oblò. «Sognavo uno spazio aperto alla condivisione, dove poter lavorare, portare i propri figli o nipoti e, allo stesso tempo, coltivare in relax la riflessione creativa o, ancora, dedicarsi a rituali sani e costruttivi», ha ricordato. «Adesso lo spazio c’è e il nostro impegno è valorizzarlo e utilizzarlo al meglio, con attività didattiche e educative, coworking e servizi per le famiglie e gli individui».

Martina Serban

Martina Serban

Durante il lungo pomeriggio di ieri si sono succeduti incontri ed eventi che costituiscono un’anticipazione delle future proposte di Spazio Oblò. L’apertura è stata affidata alla presentazione del percorso Il bambino costruttore dell’uomo, a cura dell’insegnante montessoriana Manola Retrosi, cui ha fatto seguito l’apprezzato intervento di Luigi Dal Cin. Lo scrittore ferrarese, insignito del Premio Andersen nel 2013, è stato protagonista del laboratorio Ciak, si ascolta!, un’attività che unisce narrativa e audiovisivo, a cura di Radio Magica, web radio dedicata ai bambini che figura tra i partner del progetto Oblò.

In serata si è poi tenuta un’anticipazione del workshop tematico di danza creativa, curato da Martina Serban secondo il metodo della danzaterapia dell’argentina María Fux, che si terrà da Oblò a partire dal mese di aprile. Alla presentazione ha fatto seguito la proiezione del film di Ivan Gergolet, Dancing with María, introdotto dal regista. In occasione dell’inaugurazione di Spazio Oblò sono state inoltre allestite una mostra dell’illustratrice Barbara Jelenkovich con le tavole originali del libro Apriti notte e una raccolta di immagini della fotografa lionese Virginie Foubert, intitolata Nutrire il pianeta.

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