Cambiare con la crisi

22 Marzo 2012

Da Milano a Napoli, da Palermo a Trento. Sono un’ottantina gli appuntamenti che, in tutta Italia, stanno mettendo a tema il documento di Comunione e Liberazione “La crisi, sfida per un cambiamento”, coinvolgendo 25 mila persone e 150 relatori tra economisti, imprenditori, politici, giornalisti. Solo il primo incontro al Forum di Assago ha visto la partecipazione di 10 mila persone, perché il tema ci riguarda tutti (è stato tradotto anche in inglese, spagnolo, francese e portoghese) e sempre più da vicino. Il documento vuole aprire un dialogo per favorire la ripresa del Paese, portando il contributo della riflessione elaborata da Comunione e Liberazione, espressione di quella comunità cristiana che si sente profondamente partecipe della società e può offrire nuove idee, strumenti e prospettive.

A condurre il dibattito nella tappa pordenonese (venerdì 23 marzo alle 20.45 nell’auditorium dell’Istituto Vendramini, con ingresso libero) saranno il giornalista Gianluigi Da Rold, il responsabile regionale di Comunione e Liberazione Marco Bertoli e Silvano Pascolo, presidente dell’Unione Artigiani. Davanti alla crisi – dice il documento – molti si limitano a subirla cercando solo i colpevoli e non le soluzioni, altri la ignorano (soprattutto coloro che l’hanno provocata) senza mettersi in discussione e senza mettere in discussione il modello socioeconomico che l’ha provocata. Comunione e Liberazione propone una terza via, che parte dalla persona, dai suoi valori e dalle sue capacità di affrontare le sfide della realtà rispondendo con intelligenza, creatività e capacità di sacrificio. Gli esempi positivi e controcorrente non mancano (nelle famiglie che riscoprono sobrietà e solidarietà, tra gli insegnanti, nelle imprese e fra i giovani) e la crisi ci dà l’opportunità di farci domande, riscoprire valori, pensare e realizzare nuovi modelli di sviluppo, stimolando creatività, ingegno, forza di aggregazione. L’invito è quello di andare oltre agli sterili schieramenti di potere, interessati a mantenere lo status quo e alle ideologie, per sostenere insieme il bene comune. Tra gli strumenti indicati vi sono la difesa della vita, la valorizzazione del merito, la libertà della scuola, la semplificazione burocratica, la lotta al clientelarismo, la difesa dell’ambiente da cemento e speculazioni e la creazione di un federalismo fiscale che possa stimolare un’amministrazione migliore.

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