Caffè in (e con) tutti i sensi

15 Ottobre 2015

TRIESTE. Al Salone degli Incanti di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa “Il gusto di una città – Trieste capitale del caffè” un nuovo appuntamento con “Giocare con i sensi”, il titolo del ciclo dei laboratori alla scoperta delle basi dell’analisi sensoriale e la loro concreta applicazione nel mondo del caffè, proposti da Trieste Coffee Cluster, Agenzia per lo Sviluppo del Distretto Industriale del Caffè di Trieste, e curati da Alberto Polojac, titolare della triestina Imperator srl, che da tre generazioni importa e seleziona i migliori caffè da tutto il mondo. Gli organi di senso sono gli strumenti che l’essere umano possiede per poter entrare in relazione con il mondo dandogli forme, colori, nomi e appunto… sensazioni. Nell’industria alimentare i sensi sono però anche strumento di misurazione e analisi per poter prendere decisioni importanti e il più possibile oggettive. E sono sempre i sensi a intervenire nel giudizio che un consumatore formula mentre assaggia un cibo o una bevanda.

giocare con i sensiAnche il caffè, ovviamente, si “assapora” con tutti i sensi, che vengono sollecitati dalle varie sfumature di aroma e gusto. Prossimo appuntamento con Il tatto venerdì 16 ottobre alle 18.30. I laboratori, della durata di 40 minuti ciascuno, sono a ingresso gratuito previa prenotazione via email a info@triestecoffeecluster.com. Alla sera. alle 21, appuntamento con Ammazzacaffè. Miti, tipi e riti dai libri Bar Sport e Bar sport 2000 di Stefano Benni con Lorenzo Acquaviva e Franco Trisciuzzi. Piccole e grandi manie, vizi privati e pubbliche virtù, tic, mode, magnifiche e ben dotate ossessioni, descritte dalla comicità dissacrante, ironica e fantasiosa di Stefano Benni, specchio deformante che mette in luce una realtà spesso tragica e alienata quanto grottesca. Un fustigatore dei costumi contemporaneo che descrive una galleria di personaggi e situazioni surreali e stralunati ormai entrati nell’immaginario collettivo.

Lorenzo Acquaviva, per colpa della madre che lo porta spesso al cinema diventa attore, anche se nelle recite scolastiche si vergognava molto perché era timido. Incontra sulla sua strada una scuola di teatro inglese Artts International e alcuni maestri come Manfredini, Berkoff, Vajavec, Margotta, Malina che gli indicano la strada. Sperimenta il più possibile: dalla soap, al teatro sociale nelle carceri e istituti psichiatrici, dal cinema al teatro ufficiale. Franco Trisciuzzi – detto ‘Toro’ perché da piccolo era un giocatore che non guardava in faccia nessuno, ma solo la palla e la porta – è un bluesman che suona dai baretti più malfamati ai più grandi festival internazionali. Nel 1986 fonda gli Scai sudai, un blues power trio che in cinque anni di attività si esibirà in Italia, la ex Jugoslavia, Grecia e Austria.

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