Bruno Peres: “Basta cemento ai danni del territorio”

4 Novembre 2020

FAGAGNA. Bruno Peres – che se la memoria non ci inganna è tra l’altro presidente dell’associazione Volontari del Friuli – ci ha inviato una lettera con cui segnala una pericolosa deriva verso la cementificazione del territorio che sarebbe in atto da parte dell’attuale Amministrazione comunale. Ecco il testo.

”Mi sono sempre occupato di politica e amministrazione per Fagagna, anche se alle ultime elezioni amministrative non mi sono ricandidato, ma ora mi sento in dovere di intervenire sul grande dibattito in corso sulla Variante 52 al Piano Regolatore Comunale. Mentre giungono forti le preoccupazioni da ogni parte politica, per una riduzione drastica della cementificazione dei terreni, cosa fa il Comune di Fagagna? Ci propina una nuova variante urbanistica con l’occupazione delle aree verdi per farne delle lottizzazioni. Come risulta da fonti autorevoli, l’andamento del consumo di suolo non va di pari passo con la crescita demografica, ma cresce più la cementificazione delle aree, che la popolazione.

E’ giunta l’ora – prosegue – di dire basta a questa consuetudine, per Fagagna dobbiamo prima di tutto pensare alle manutenzioni del nostro patrimonio comunale. Quindi basta a nuove strade, si pensi piuttosto che gli stessi soldi servirebbero a riparare quelle dissestate, senza parlare poi del degrado dei marciapiedi e della piazza Unità d’Italia che doveva essere la San Siro del Friuli e invece è lasciata nel più grande degrado e abbandono. Faccio un accorato appello perché si pensi al recupero del patrimonio immobiliare dei Borghi storici, incentivando in qualche modo quanti vorrebbero recuperare i fabbricati piuttosto che concedere nuove aree edificabili.

Da quando ho sentito parlare di costruire sul terreno comunale di Via Zanon delle nuove case popolari, ho rabbrividito al solo fatto di come la nostra amministrazione comunale intenda rinunciare ad simile polmone verde e a un parcheggio utile durante le manifestazioni popolari. Eppure sono gli stessi che hanno avuto l’idea di una nuova Zona industriale a Ciconicco, togliendo all’agricoltura cento campi di terreno fertile, senza che ci sia la necessità di creare una seconda zona industriale, quando quella esistente è lungi dall’essere completata. Mi chiedo se l’amministrazione comunale si sia posta la domanda di che danno ambientale procuri alla comunità fagagnese.

Voglio poi fare una considerazione – aggiunge – sul danno ambientale che sta per consumarsi a Villaverde, con la costruzione di una casa per anziani facoltosi che una società estera vorrebbe realizzare distruggendo un habitat naturale quale quello della fonte del Rio Baranzone. Ora, chiedo ai nostri amministratori, quale prezzo dovrà ancora pagare Fagagna, per mano di società immobiliari e imprese di costruzione estranee al nostro tessuto sociale? I nostri amministratori – conclude Peres – dovrebbero ascoltare di più i loro concittadini che chiedono di essere accontentati per delle esigenza di carattere familiare residenziale e di non ascoltare le sirene della speculazione immobiliare”.

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