Biotecnologie, enti di ricerca regionali a convegno

22 Dicembre 2014

TRIESTE – Biotech, un settore dinamico, altamente tecnologico e competitivo, con più di 170 imprese in Friuli Venezia Giulia, che operano nei nuovi settori industriali del Biomedicale, Biotecnologico, e Bioinformatico. A esse si affiancano dipartimenti universitari e centri di ricerca noti a livello internazionale, basti citare Elettra Sincrotrone Trieste e il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie – ICGEB. Al settore biotech, alle prospettive future e alle nuove opportunità di collaborazione tra mondo della ricerca e impresa è stata dedicata la XIII Conferenza annuale del Coordinamento degli Enti di Ricerca del Friuli Venezia Giulia, che si è tenuta questa mattina a Trieste in AREA Science Park.

La conferenza oltre a trattare i diversi campi di applicazione delle biotecnologie ha approfondito anche i nuovi percorsi di alta formazione sulle Tecnologie della Vita. A confrontarsi su questi temi Diego Bravar (Confindustria Trieste), Alberto Felice De Toni (Rettore dell’Università degli Studi di Udine), Maurizio Fermeglia (Rettore dell’Università degli Studi di Trieste), Mauro Giacca (Direttore Generale ICGEB) Guido Martinelli (Direttore SISSA), Federico Cinquepalmi (Direzione Generale per l’Internazionalizzazione della Ricerca, Ministero Istruzione Università Ricerca, e Ugo Ferrero (Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, Ministero Affari Esteri). Ha aperto i lavori, moderati dal Presidente di Elettra Sincrotrone Trieste, Alfonso Franciosi, il Presidente AREA Science Park, Adriano De Maio, a cui è seguito un intervento di Loredana Panariti, Assessore regionale alla ricerca.

Le biotecnologie rappresentano una scommessa per il futuro, un settore in cui il mondo della ricerca e quello dell’impresa continuano a investire. Uno degli ambiti più promettenti è quello della nanomedicina, le cui applicazioni spaziano dai nuovi strumenti di diagnosi e prevenzione al trattamento terapeutico. La nano-bio tecnologia avrà nel XXI secolo la stessa importanza che il petrolio, i polimeri e i semiconduttori hanno avuto nel secolo scorso. Il Friuli Venezia Giulia ha diverse carte da giocare: competenza di base in fisica, chimica, biologia; strumenti di caratterizzazione e nano fabbricazione e laboratori biologici; strumenti di calcolo e disponibilità di dati; network di aziende, ospedali e centri ricerca medica; alta educazione di qualità.

Uno dei temi emersi dal dibattito è legato alla necessità di sviluppare nuove terapie per malattie degenerative, particolarmente presenti laddove l’allungamento delle aspettative di vita porta a un invecchiamento della popolazione. La cardiomiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco contano 15 milioni di pazienti in tutto il mondo, il 50% dei quali muore entro 4 anni. Il 30% delle persone con più di 80 anni rischia di sviluppare la malattia di Alzheimer, e 1-3% di quelli oltre i 65 anni il morbo di Parkinson. In tutto il mondo 170 milioni di persone sono colpite dal diabete mellito, sia di tipo 1 che di tipo 2. La degenerazione retinica è la principale causa di cecità irreversibile e colpisce soprattutto le persone di età superiore ai 50, con una prevalenza del 30% in persone con più di 75 anni.

Il sistema scientifico regionale è attrezzato per affrontare molte delle sfide che il settore biotech ha davanti, grazie a ricercatori di elevate competenze e alla possibilità di utilizzare strumentazioni all’avanguardia come quelle di Elettra che, attraverso l’uso integrato delle linee di luce e dei laboratori, come quello di Biologia Strutturale, offre un approccio interdisciplinare per lo studio dei meccanismi biologici, che spazia dalla biologia molecolare, alla biochimica, all’uso di tecniche quali la diffrazione a raggi X e la microscopia elettronica.

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