Benvenuti nel paese delle discariche: la gente di Firmano non ne può più!

28 Gennaio 2020

PREMARIACCO. Il Comitato per la Salvaguardia del territorio di Premariacco e Cividale invita a partecipare all’incontro pubblico organizzato dal Comune di Premariacco che si terrà giovedì 30 gennaio alle 20.30 nella sala riunioni del teatro di Orsaria. Il tema è conoscere e discutere – si legge in un comunicato diffuso da Legambiente – di un progetto di svuotamento e di bonifica di una ex discarica e la realizzazione di una nuova più grande: ”altri 350 mila metri cubi di rifiuti altamente tossici sulla pelle delle persone e a danno dell’ambiente”.

Breve cronistoria. Dal 1987 a Firmano si è iniziato con la realizzazione di una prima discarica (ditta Aspica), poi una seconda (ditta Busolini), una terza (ditta Gesteco), una 4^ e in seguito una 5^ più un impianto di smaltimento di rifuti. Tali attività avevano creato grossi disagi alla popolazione, con una gestione non controllata da parte degli enti preposti: Provincia di Udine e Azienda Sanitaria. Dal 1999, in seguito alla costruzione di un pozzo da parte di un cittadino di Firmano, era stata riscontrato, secondo una relazione dell’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), un inquinamento in atto nella falda sottostante.

Dal 1999 fino al 2019 ci sono state da parte del Comune di Premariacco – prosegue la nota – varie iniziative legali/amministrative per cercare il vero responsabile del danno. e costringerlo a intervenire in tempi celeri senza arrivare a risultati concreti. Agli inizi del 2019 la ditta Gesteco aveva predisposto un progetto di bonifica che prevedeva lo svuotamento della discarica di 170.000 metri cubi della ditta Boneco, già gestore della discarica Aspica, che era stata autorizzata per 87.000 mc per lo smaltimento di rifiuti urbani e assimilabili (presunta causa dell’inquinamento) con la realizzazione di una nuova più grande discarica nel territorio di Cividale, a una distanza di 1 km: altri 180.000 mc di nuova realizzazione per un totale di 350.000 mc.

Voler riaprire una discarica non impermeabilizzata e gestita in malo modo (bisogna ricordare che alcuni dipendenti della Provincia di Udine sono stati messi sotto inchiesta per i mancati controlli), vuole dire svuotarla e trasferire i materiali a un km di distanza con odori insopportabili, caso unico in Italia, che costringerà l’evacuazione dell’abitato di Firmano e zone limitrofe. Un rischio già fatto presente nel 2000 all’allora sindaco Paolo Cecchini; lavori che dureranno alcuni anni, tra realizzazione e gestione di tale progetto.

Che fine ha fatto – si chiede infine il documento – il progetto “Firmano pulita” finanziato dalla Regione Fvg per recuperare l’area compresa tra i due comuni? ”Solo una nuova mobilitazione popolare può costringere gli enti preposti a negare qualsiasi nuova discarica, perché la zona di Firmano ha subìto per 30 anni e pertanto… ha già dato!”.

Condividi questo articolo!