Autonomia/specialità del FVG Convegno sul futuro possibile

26 Febbraio 2016

UDINE. Si svolgerà sabato 27 febbraio, dalle 15, nella Sala Valduga della Camera di Commercio di Udine (piazza Venerio 8), il convegno pubblico “Verso una nuova autonomia e specialità del Friuli Venezia Giulia: la società civile interviene”, organizzato dall’AFE_Associazione Friuli Europa.

Questa iniziativa pubblica di confronto, alla quale hanno aderito associazioni imprenditoriali, consorzi industriali, circoli culturali, organizzazioni sindacali, cooperative ed enti locali, oltre alla stessa Filologica friulana, vuole rafforzare il dibattito sui destini della nostra Autonomia e Specialità, posta di fronte a interrogativi e prese di posizione che non sono assolutamente chiari e su cui c’è un diffuso malessere nell’opinione pubblica e ai vari livelli della società regionale.

Questo incontro di cittadini e di rappresentanti dei vari livelli di responsabilità sociale, economica e culturale vuole contribuire allo sviluppo della consapevolezza che senza Autonomia e Specialità, questa Regione aumenterebbe il suo stato di area che contraddice nei fatti, la sua vocazione internazionale e di area geopolitica, che ha in sé potenzialità e caratteristiche naturali di grande rilevanza per gli interessi non solo nostri, ma dell’intero Paese e della stessa UE.

“Il neocentralismo, la volontà ormai diffusa – si legge in una nota – di comprimere senza ruolo dinamico o preminente sul piano dei propri naturali interessi, dentro a una logora proposta di macroregione del Nordest, questa Regione e questa realtà storica di grande significato per l’intera Europa e più specificamente per il cuore stesso di questo vecchio e stanco continente, menomando o annullando il suo essere parte integrante della Carta costituzionale e ancora punto di interesse nevralgico del nostro futuro europeo, è questo che non accettiamo”.

A questo Convegno interverranno imprenditori, sindacalisti, uomini di cultura e responsabili di associazioni del territorio che si muovono a stretto rapporto con i cittadini. “Noi vogliamo rafforzare tutto questo, anche per impedire che le modifiche allo Statuto e a tutte le altre scelte che si vorranno fare, siano il risultato di operazioni verticistiche senza un apporto concreto della società reale. Da questo punto di vista – si conclude – verrà formulata la proposta di dare forma operativa a una sorta di organo di rappresentanza alle varie voci della società civile, oggi in molta parte compresse nella loro volontà di espressione o di proposta”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!