“Autocritica” è il commento di Sel dopo le elezioni

28 Ottobre 2016

“Il risultato delle recenti amministrative conferma le valutazioni fatte dopo le elezioni della scorsa primavera. Il centrosinistra, con la guida di questo PD, non riesce più ad incarnare le speranze di rappresentanza e di buona politica dei cittadini”. Così comincia la nota di commento di Sel Fvg attraverso il coordinatore regionale, Marco Duriavic.

“Ultimamente la sinistra – si legge ancora – è stata definita come aggregazione di gufi, ma forse oggi sarebbe meglio ascoltare le critiche costruttive proposte dalla sinistra prima di finire schiaffeggiati dagli elettori che scelgono la destra e l’astensionismo pur di cambiare. Non basterà sostituire alcuni nomi con altri ai vertici del PD. Per poter riconquistare credibilità, è fondamentale modificare alcune ricette e proposte di governo. Bisogna fare autocritica e rivedere la nostra politica. In questo senso SEL ha già iniziato il suo percorso”.

Infine, due considerazioni politiche. “Il giudizio di SEL sull’opera del governo Renzi è nettamente critico e di opposizione: dal Jobs act, alla buona scuola, alla riforma costituzionale. A livello locale, l’assemblea regionale di SEL ha espresso più volte criticità su alcuni passaggi della politica regionale, ritenendoli inadatti a declinare al meglio le riforme programmate. SEL FVG intende quindi mantenere un atteggiamento autonomo, ma rispettoso dei punti programmatici, valutando sempre nel merito i passaggi legislativi. Come già sottolineato, anche con il venire meno del gruppo regionale, rimane infatti la rappresentanza diretta con i consiglieri Pustetto, Gratton e l’assessore Panariti”.

La seconda: “SEL si scioglierà entro l’anno, per superare se stessa e garantire un respiro nuovo a tutta la politica italiana. SEL contribuirà infatti a far nascere, con un congresso a febbraio, Sinistra Italiana. E l’orizzonte politico di questo nuovo soggetto non sarà certo quello di una forza minoritaria, rinchiusa tra egoismi, rancori e posizionamenti autoreferenziali, ma quello di ricostruire una proposta di sinistra alternativa all’esistente per il governo del Paese. La strada è stretta ma l’obiettivo è chiaro. Ed ognuno allora farà le sue scelte, come è giusto che sia, di fronte alla proposta di un nuovo progetto politico”.

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