Artigiani: le nostre pensioni, già basse, non si toccano

27 Febbraio 2016

MUGGIA. “Non si può continuare a fare cassa con i pensionati metà dei quali percepisce una pensione inferiore ai 1.000 euro al mese ed oltre 2 milioni di essi hanno una pensione inferiore ai 500 euro”. Lo ha detto, intervenendo oggi a Trieste, il presidente dell’Anap di Confartigianato Fvg Pietro Botti a un convegno dell’Anap sulla legge di stabilità e sulle ventilata riforma delle pensioni di reversibilità. “Accanirsi ancora una volta – ha aggiunto Botti alla presenza del presidente nazionale Giampaolo Palazzi e del segretario nazionale Anap Fabio Menicacci, del presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti, del vice presidente Anap Giuseppe Spartà, e dei presidente di Pordenone Ennio Puppi e di Gorizia Alcide Bidut – colpendo i diritti acquisiti che sono stati pagati con anni di contribuzione per problemi di equilibrio di bilancio dei conti, rappresenta secondo noi un’inaccettabile ingiustizia sociale”.

Al convegno, che si è svolto nella sede di Confartigianato in Strada delle Saline, 30 a Muggia, è intervenuto anche il presidente nazionale: “Sono state insufficienti le rassicurazioni del ministro Poletti sul futuro delle pensioni di reversibilità e chiediamo che il Governo chiarisca fino in fondo le sue intenzioni. La nostra organizzazione riceve quotidianamente decine di telefonate e lettere da iscritti preoccupati che chiedono informazioni su cosa contiene il provvedimento di legge e quali potranno essere le conseguenze per loro. Alla luce di tutto ciò – ha aggiunto Menicacci – mentre dichiariamo la nostra contrarietà a un eventuale stravolgimento dell’istituto della reversibilità, che è una norma di carattere previdenziale e, come tale, un diritto che si matura con la contribuzione, sollecitiamo il Governo a chiarire i nodi più controversi e ridare tranquillità ai pensionati e alle loro famiglie”.

Totalmente d’accordo il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti: “Ci sono molti spazi nei quali intervenire per riequilibrare i conti, cominciando da coloro i quali percepiscono più pensioni ogni mese ed ognuna delle quali molto pesante. Si cominci da qui”.

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