Artigiani bocciano Economia e Politica. Si salvano solo i sindaci dei comuni più piccoli

10 Febbraio 2015

UDINE. Fatturato e occupazione fra male e malissimo. La fiducia nell’economia è al punto più basso da gennaio 2012: solo il 16,7% vede positivo. Con il segnale “più” solo la fiducia nella propria impresa e per la propria associazione di categoria, per l’assistenza e i servizi ricevuti. Negativo il giudizio su chi governa, ai vari livelli amministrativi (governo nazionale e regionale, provincia e capoluogo di provincia), indipendentemente dal colore politico. Migliora il giudizio sui sindaci dei comuni, in particolare per quelli più piccoli, al di sotto dei 5.000 abitanti.

Questi, in estrema sintesi, i risultati della XVIII indagine congiunturale dell’artigianato friulano frutto di 600 interviste ad imprenditori estratti casualmente dall’Albo Artigiano e i cui dati sono stati presentati nella sede di Confartigianato Udine dal vice presidente vicario Franco Buttazzoni, dal presidente di Confartigianato Udine servizi Daniele Nonino, dal direttore Gian Luca Gortani e dal responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato Udine Nicola Serio.

“Giudizi così negativi – spiega il vicepresidente vicario di Confartigianato Udine Franco Buttazzoni – e una sfiducia così larga sono il sintomo di un malessere diffuso tra gli artigiani, dovuto a una crisi pesante e molto lunga e della quale non si vede mai la fine, ma anche di politiche percepite dai piccoli imprenditori come ancora distanti dall’impresa. A pagare il prezzo sono coloro i quali amministrano oggi, ma gli errori si sono accumulati in alcuni decenni”.

“Siamo in attesa che inizino a produrre effetti i recenti provvedimenti legislativi, come il “Jobs Act” – aggiunge Daniele Nonino – con l’auspicio che l’azione politica si indirizzi in modo deciso verso la tanto attesa stagione di riforme che consentano di avere anche in Italia un ambiente meno ostile all’impresa, magari usando il buonsenso anziché trincerarsi dietro il rigore normativo”.

“Il momento è propizio – ha aggiunto Buttazzoni – per rilanciare l’economia regionale e italiana e i politici hanno una grande occasione per riscattarsi agli occhi degli imprenditori iniziando a garantire un ambiente favorevole al fare impresa” sfruttando le attuali condizioni favorevoli legate al basso prezzo del petrolio, al cambio euro-dollaro, all’iniezione di liquidità fatta dalla Banca Centrale Europea con il Quantitative easing e ai tassi sui mutui giunti ai minimi, che potrebbero rilanciare le compravendite immobiliari e gli investimenti delle imprese”.

Fra gli errori della Pubblica amministrazione Confartigianato Udine riprende i casi delle multe di mille e 6 euro e 60 centesimi comminate dalla Regione Fvg agli artigiani che comunicano in ritardo alle Asl la variazione dei dati identificativi del mezzo di trasporto. “Perché – dice Buttazzoni – non inviare una lettera di sollecito prima della sanzione? Perché se un imprenditore ritarda di effettuare un adempimento deve pagare immediatamente una sanzione mentre la Pubblica amministrazione non paga nulla se non rispetta i suoi impegni verso le imprese? Occorre modificare questo modo di fare avviando un confronto con la Pubblica Amministrazione in ottica collaborativa, ripristinando, per esempio, l’istituto della diffida, per dare agli imprenditori l’opportunità di mettersi velocemente in regola in caso di inadempimenti lievi, prima che scattino le sanzioni”.

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