Approvata una rettifica al confine italo-sloveno (Collio)

29 Marzo 2017

ROMA. Oggi si è concluso, con l’approvazione in via definitiva, l’iter di ratifica dell’accordo tra Italia e Slovenia per la rettifica di un piccolo tratto del confine, in provincia di Gorizia, tra le due Repubbliche, nel cuore della famosa area collinare che in italiano si chiama Collio e in sloveno Brda. “Mi meravigliano – è il commento dell’On. Serena Pellegrino (Sinistra Italiana), vicepresidente della commissione ambiente alla Camera dei Deputati – le osservazioni presentate in Aula con evidente intento di strumentalizzare la questione, e ancor di più il voto contrario agli articoli della ratifica da parte dell’on. Savino, astenutasi dal voto finale insieme all’on. Rizzetto”.

Il fatto oggetto della ratifica riguarda l’adeguamento geografico del confine nazionale, adattandolo alle modifiche intervenute nel tempo lungo il corso del torrente Barbacina, nel tratto condiviso tra il comune di San Floriano del Collio e il comune di Obcina Brda. La linea mediana del torrente, in base ai vigenti accordi internazionali, costituisce la linea di confine: ma nel tempo lavori di manutenzione sul corso d’acqua hanno modificato la geografia dei luoghi. Per adeguare le mappe e le planimetrie si è deciso di realizzare uno scambio reciproco di territorio.

“Un’inezia, 1746 metri quadrati, che serviranno ad aggiornare la linea di demarcazione, quella che è di fatto invisibile tra vigneti e frutteti e che chiunque di noi – prosegue la nota – può attraversare senza accorgersene decine di volte nel corso di una semplice passeggiata. Tuttavia l’evento, poco più che burocratico e amministrativo, esprime lo spirito dei tempi, per una volta lo spirito buono dei tempi: lungo difficili decenni questo confine è stato oggetto di travagliate discussioni a partire dalla clausole del Trattato di pace, di contese sulle differenze tra mappe catastali e confine politico, di problemi che toccavano direttamente la quotidianità di comunità che vivevano sulla frontiera.

Oggi, finalmente, non più. La Slovenia è entrata in Europa, la caduta dei confini si celebra quotidianamente nella piazza della Transalpina, architettonicamente riunificata dopo l’eliminazione dell’ultimo muro tra Est e Ovest. Mentre purtroppo l’Europa affronta le sue incertezze costruendo nuovi terribili muri, in un angolo d’Italia, con lo scambio di pochi metri quadrati lungo le sponde di un torrente che è un po’ sloveno e un po’ italiano, si rivela nei fatti il sempre più compiuto superamento dei confini culturali, l’efficacia della visione transfrontaliera nella gestione di territori che si percepiscono vicini e non confinanti, l’importanza di tutte le iniziative di una cooperazione che va avanti fa decenni. È per questo che abbiamo votato convintamente a favore di questa ratifica”.

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