Appello al sindaco di Udine per la riapertura delle scuole

24 Marzo 2021

UDINE. La Comunità di Udine del Patto per l’Autonomia ha inviato al Sindaco di Udine un appello per la riapertura delle scuole. Questo il testo.

”Sindaco Fontanini, non abbiamo mai sentito una sua parola a sostegno della scuola. Non abbiamo sentito nessun appello della sua giunta alle istituzioni affinché si faccia di tutto per lasciare il più possibile aperte le scuole, anche in zona rossa (come peraltro sarebbe stato previsto dalle direttive del precedente governo).

Mentre molte attività produttive, molte attività commerciali non indispensabili, e anche le funzioni religiose rimangono aperte… la scuola ha invece chiuso i battenti, esattamente come un anno fa. Ma non è la scuola il problema, la scuola è uno dei luoghi più sicuri, dove le regole igienico sanitarie sono rigorosamente rispettate e il tracciamento è applicato puntualmente. L’assenza della scuola è il problema. Non solo perché crea degli enormi disagi organizzativi alle famiglie, ma anche perché mina il tessuto sociale, impoverisce le basi culturali di un’intera generazione e ne compromette la salute psicofisica. La chiusura delle scuole dovrebbe essere l’estrema ratio, non uno degli strumenti privilegiati di lotta al virus.

Se davvero Lei e la sua giunta avete a cuore il futuro della città a trecentosessanta gradi, non potete non considerare che molti dei cittadini per i quali state progettando la “Udine del 2050” saranno proprio i bambini e i ragazzi che oggi sono lasciati all’ultimo posto nella graduatoria delle priorità. Investire nel futuro di una città non è solo progettare supermercati e centri commerciali. È anche e soprattutto occuparsi delle risorse umane che vivranno la città e che contribuiranno a farla crescere. La scuola è il vero investimento per il futuro.

Pertanto la invitiamo con forza – conclude il documento – a unire la sua voce a quella dei tanti sindaci che in questi giorni stanno chiedendo a governo e regioni che la scuola sia l’ultima a chiudere, e la prima a riaprire. Perché adeguarsi passivamente alle disposizioni che vengono dal Governo centrale senza nemmeno proporre una visione più responsabile, pragmatica, autonoma, che viene da chi opera ogni giorno sul territorio al fianco dei propri cittadini?”.

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