Anap: le tasse si "mangiano" la rivalutazione pensionistica

5 Febbraio 2014

“Con queste pensioni non si campa più”. Lo denuncia il presidente dell’Anap del Fvg (Confartigianato) Pietro Botti che aggiunge: “Negli ultimi cinque anni i pensionati hanno ha sopportato più di tutti il peso della crisi e della perdita del potere di acquisto del proprio redditi”. Il calcolo sulla perequazione automatica delle pensioni e dall’altra il peso dell’aumento delle addizionali Irpef comunali e regionali tra il 2010 e il 2014 è molto semplice: prendendo una pensione di 1.000 euro mensili, nel periodo considerato, la rivalutazione automatica secondo gli indici Istat ha portato un beneficio di 85 euro, mentre nel contempo l’aumento delle addizionali sottraeva al pensionato mediamente 85 euro. L’aumento delle pensioni per il recupero dell’inflazione – spiega Botti – è stato, quindi, completamente annullato dall’aumento delle tasse dirette, senza considerare quelle indirette. Ma c’è di più, perché, considerando il dato reale dell’aumento delle addizionali Irpef, anziché quello medio nazionale, si scopre che in alcuni comuni il fenomeno è stato accentuato di tanto e, di conseguenza, c’è stata un’autentica riduzione degli importi di pensione”. 

“Il problema della perdita del potere di acquisto delle pensioni è molto grave e – continua Botti – ormai da molti anni l’Anap denuncia una situazione insostenibile, provocata anche dall’estrema inadeguatezza del sistema di calcolo della svalutazione monetaria, a cui negli ultimi tempi si sono aggiunti il blocco, per due anni, della perequazione per le pensioni superiori a 1.441 euro e il già citato aumento delle imposte. Di qui – conclude Botti – un appello pressante al Governo e alle forze politiche affinché tra i prossimi provvedimenti per rilanciare il Paese ce ne sia anche uno che possa ridare fiducia e possibilità di spesa ai pensionati, ai quali, spesso, compete anche l’onere di sostenere le famiglie dei loro figli”.

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