Alla Festa Democratica c’era anche il Referendum

18 Settembre 2016

UDINE. “Serve o no, una riforma Costituzionale? Perché se non serve, stiamo perdendo tempo”. L’onorevole Coppola ha dato il via, con questo quesito provocatorio, alla prima tavola rotonda in programma per il secondo giorno della Festa Democratica di Udine. Dopo il tema dell’immigrazione (trattato il 16 settembre), infatti, è stata la volta del Referendum. A darsi appuntamento (sempre all’Heaven Steak and Beer – ex Trombone – di via Pracchiuso 27, a Udine) i vertici del Partito, assieme a simpatizzanti e curiosi, cittadini che sanno già cosa votare e altri che sono ancora indecisi. A confronto il piano politico, con l’onorevole Paolo Coppola, come detto, e il piano giuridico con Leopoldo Coen. Accanto a loro Enrico Leoncini, segretario del Pd cittadino, ancora una volta moderatore dell’appuntamento.

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«Certamente non si tratta della riforma perfetta, perché la perfezione non esiste, ma è una buona riforma della Costituzione» ha subito chiarito Coppola. Costituzione che, ricordiamo, verrà modificata solo nella seconda parte, la prima non verrà toccata. Serviva dunque cambiare il rapporto tra Stato e Regioni? Coppola ha sottolineato come oggi siano cambiate le priorità, rispetto a quando la Costituzione italiana è stata pensata. Ecco quindi che «politicamente dietro la Riforma c’è un’idea di Paese più competitivo. Un’idea di Paese in cui la forza politica che vince ha la possibilità di governare e alla fine gli elettori possono valutare se quello che era stato promesso è stato fatto o no». L’onorevole ha inoltre precisato come questa sia «l’unica riforma a disposizione, l’unica su cui si sono trovati i voti e la maggioranza in Parlamento. Quando sarà definita la data, quando andremo a votare avremo solo due possibilità, – ha ricordato – approvare la riforma, quindi cambiare e dare risposte a delle necessità di cambiamento, oppure bocciarla e rimanere con le istituzioni che abbiamo adesso. I pro e i contro vanno valutati su questa scelta». L’Italia avrà quindi una grande occasione per fare un passo avanti. Sarà l’opportunità per rendere le fondamenta della democrazia più forti e più adatte ad affrontare le sfide del contesto attuale.

Dal canto suo il giurista Leopoldo Coen è entrato nel merito tecnico della riforma ricordando che «Democrazia è innanzitutto rispetto delle regole. Questa Riforma Costituzionale non stravolge niente, è un adattamento. Ridisegna rapporti fra Camere e fra Stato e Regioni. La prima parte rimane uguale – ha ricordato, come già precisato da Coppola. Da un punto di vista dell’architettura, si vuole rimettere al centro le Istituzioni, e lo si fa con un modello costituzionale che non stravolge nulla. Non stravolge la forma di Governo, che rimane Parlamentare». In quanto a chi sostiene che la specialità sia sotto attacco, il giurista è chiaro: «Dal punto di vista del meccanismo istituzionale, noi non vediamo minacciato il regime delle competenze, che è definito nello Statuto Speciale». «In realtà – ha precisato – per noi cambia poco e in meglio perché si apre la possibilità di modificare lo statuto su base di un’intesa con lo Stato, potrebbe essere un’occasione per ampliare le competenze della Regione Fvg. Un’opportunità che la politica regionale dovrebbe saper cogliere».

Nel pomeriggio altri incontri hanno visto protagonisti l’assessore regionale alle infrastrutture e territorio, Mariagrazia Santoro, che ha spiegato ‘La strategia regionale sulla riqualificazione urbana’. A seguire, il vicesindaco di Udine, Carlo Giacomello, ha a sua volta parlato di come riqualificare l’area urbana di Udine Est. La parola è poi andata all’assessore Pierenrico Scalettaris che ha parlato di via Mercatovecchio. Ultima tappa della maratona politica ha visto intervenire il sindaco di Udine, Furio Honsell che, assieme ad alcuni esponenti del PD dei Comuni dell’Uti dell’Udinese, fra cui il consigliere regionale Vincenzo Martines, ha affrontato ancora una tematica di stretta attualità, quella legata proprio alle Uti. Un tema non facile che comporta un cambio sostanziale su più piani, una grande sfida. E uno dei protagonisti di questa sfida inarrestabile è certamente l’Uti del Friuli Centrale.

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