Agricoltori in montagna: una marcia in più con il digitale

9 Aprile 2021

BRUXELLES. “La digitalizzazione potrebbe consentire anche agli agricoltori di montagna di estrarre valore aumentando la propria produttività attraverso i dati provenienti da migliaia di imprenditori agricoli e servire sia a capire condizioni e contesti, sia ad anticipare trend e bisogni futuri, superando però il gap strutturale nei territori, come si è impegnata a fare la Regione Fvg”. Lo scrive in una nota l’europarlamentare della Lega, Elena Lizzi, componente della Commissione Agricoltura, ribadendo che “anche gli agricoltori che lo desiderano devono poter accedere a una formazione adeguata ed esercitare un ruolo da protagonisti nella gestione dei dati di loro interesse”.

“In questo contesto il Data Governance Act, di cui sono shadow rapporteur, promuove la disponibilità dei dati utilizzabili rafforzando la fiducia negli intermediari di dati e potenziando i meccanismi di condivisione degli stessi in tutta l’Ue e – continua Lizzi – può essere utile anche all’agricoltura di montagna per aumentare globalmente il rendimento delle unità di superficie attraverso la trasformazione digitale dell’agricoltura e delle tecnologie dell’informazione basate sull’uso dei dati”.

Lizzi ricorda come “le aree di montagna occupino il 18,5% della superficie dell’Unione e contino quasi 2 milioni e mezzo di aziende agrarie, pari al 17,8% sul totale delle aziende europee e che l’Italia è leader nel settore, producendo da sola il 30% dell’agroalimentare delle zone montane di tutta l’Unione, seguita da Francia e Spagna con il 18% ciascuna”.

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