A Torviscosa si torna a scuola come negli Anni sessanta

24 Novembre 2018

TORVISCOSA. Un ex campo per prigionieri di guerra si trasforma, dopo il 1943, in villaggio operaio per i lavoratori agricoli di una grande azienda. Siamo a Torviscosa, nella località che oggi si chiama Villaggio Roma e che è nata, appunto, dal campo di concentramento PG 107. L’azienda, invece, è la Snia Viscosa, proprietaria dello stabilimento industriale di Torviscosa, ma in pratica anche dell’intero territorio comunale almeno fino agli anni Settanta.

Negli anni immediatamente successivi alla guerra nei dintorni del Villaggio Roma abitano più di 500 persone. I bambini vanno a scuola – a piedi – a Torviscosa, ma spesso non ci arrivano perché si fermano a giocare per strada, tra l’altro correndo il rischio di imbattersi in ordigni bellici. Nel 1946 viene così aperta una scuola al Villaggio Roma, ricavata nell’edificio che fino a tre anni prima era la mensa dei prigionieri. Nel 1951 gli scolari sono 109 e provengono da tutte le località di questa periferia di Torviscosa: Villaggio Roma, Vitelleria, Presedo, Fornelli di Sopra, località Arsa e Chiarmacis. Finalmente, nel 1960 viene inaugurata la nuova scuola, bella e moderna. Oggi è la sede dell’Associazione Campo, che raccoglie molti dei residenti o ex residenti del Villaggio Roma e qui organizza eventi e altre occasioni di incontro.

Di recente, ha deciso di riallestire un’aula con i banchi, la cattedra e i materiali didattici degli anni Sessanta. All’inaugurazione, prevista per domenica 25 novembre all’ora della ricreazione (10.30), ci saranno pure le maestre e i maestri che hanno insegnato qui ormai alcuni decenni fa e naturalmente gli ex scolari di un tempo. Il pomeriggio, invece, (ore 15-17) sarà dedicato agli scolari di oggi per i quali il lettori volontari dell’associazione Campo e della Pro Torviscosa leggeranno i racconti e le favole che hanno accompagnato l’infanzia dei loro genitori e dei loro nonni, ma che sono in realtà senza tempo. Gli anni Sessanta segnano infatti una importantissima svolta in Italia nella concezione della letteratura per l’infanzia.

Ai bambini si riconoscono finalmente non soltanto istinto e sentimento, ma anche fantasia, curiosità, razionalità. Si recuperano così i grandi classici, italiani e stranieri, a cui si aggiungono nuovi racconti e romanzi. Le favole dei fratelli Grimm e di Perrault, il Barone di Münchhausen, il Mago di Oz, Alice nel paese delle meraviglie, Pippi Calzelunghe entrano nelle case e nelle scuole dei bambini italiani, assieme a racconti e filastrocche di alcuni eccezionali autori italiani contemporanei, come Rodari, Calvino e Milani.

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