A Roma appello-ultimatum a Ideal Standard. Papais dura

23 Dicembre 2015

ROMA. Ideal Standard deve prendere seriamente in considerazione l’offerta della cooperativa di lavoratori IdealScala ceramiche, l’unica pervenuta alla multinazionale circa il futuro della sede produttiva di Orcenico Inferiore (Zoppola): questa la posizione di Confcooperative all’incontro odierno tra le parti tenutosi al Ministero per lo Sviluppo economico a Roma, dove le posizioni non hanno avuto sostanziali avvicinamenti (nodo della trattativa rimane il costo per il passaggio di proprietà dell’impianto). Nell’attesa che l’avvocato Podda, rappresentante dell’azienda, riporti quanto emerso alla proprietà, da parte del sistema cooperativistico (rappresentato al tavolo da Marco Bagnariol, direttore di Confcooperative Pordenone, insieme al rappresentante di Confcooperative nazionale Cutrona) c’è la volontà di lanciare un ultimo appello a Ideal Standard.

“Hanno preso degli impegni, sottoscrivendoli – ha ricordato Bagnariol – e ora devono concretizzarli. Li invitiamo ancora una volta a considerare l’unica vera e concreta manifestazione di interesse ricevuta per il sito, vale a dire quella presentata dalla cooperativa. La richiesta economica di 5 milioni non pare giustificata, in considerazione dell’impegno sottoscritto dalla stessa Ideal standard di favorire la reindustrializzazione del sito. Tanto più che la multinazionale non ha illustrato alcuna alternativa sul futuro dell’area oltre alla chiusura”.

Presente all’incontro il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, che ha rimarcato la vicinanza delle istituzioni alla cooperativa, rappresentata dal presidente Alberto Vendrame e dal suo predecessore Gianmario Petozzi. Presenti pure il presidente di Unindustria Pordenone Michelangelo Agrusti con il direttore generale Paolo Candotti e le rappresentanze sindacali.

“Stigmatizziamo il comportamento di Ideal Standard che ha vergognosamente disatteso gli accordi siglati al Mise” è la dura presa di posizione di Francesca Papais, sindaco di Zoppola. “Questo comportamento – prosegue – rappresenta una grave lesione nei confronti dei lavoratori, delle loro famiglie, delle istituzioni e delle parti sociali. In questo modo sono stati cancellati decenni di lavoro operati da più generazioni, che hanno consentito la creazione di una industria ceramica apprezzata in tutto il mondo. Continueremo a fare quanto è nelle nostre possibilità – conclude – per rilanciare quel sito”.

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