A Budoia una nuova ‘figura’: il mediatore di comunità

27 Settembre 2021

BUDOIA. I “mediatori di comunità” entrano a Casa Possibile, il nuovo progetto di domiciliarità innovativa che sarà inaugurato a ottobre a Santa Lucia di Budoia. Si tratta di una figura professionale relativamente nuova, che mira a valorizzare i legami nel territorio, anche quelli che non si vedono, rendendo per contro visibili i volti che animano il paese. È uno dei valori aggiunti dell‘attività gestita dal Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo in stretta collaborazione con la Cooperativa sociale Itaca e con il Comune di Budoia, grazie anche al sostegno di Fondazione Friuli.

Nei centri estivi già c’era il Gioco dell’oca di Casa Possibile

Abitare in un piccolo paese per tanto tempo, passarci l’infanzia, l’adolescenza, poi “metter su” famiglia e magari crescerci dei figli, da una parte richiede grande concentrazione rispetto alle sfide che la vita mette davanti, dall’altra può far dimenticare il contesto e la realtà circostante. La scelta di trascorrere l’esistenza proprio in quel luogo magari è stata consapevole, frutto di attenta analisi, tuttavia, a volte, a causa dei ritmi frenetici della vita fra lavoro, attività sportive dei figli, spese e faccende varie, ci si scorda spesso di far parte di quella realtà e di quello specifico contesto, il paese.

Negli ultimi anni, una nuova figura professionale si è affacciata nei servizi alla persona legati al welfare, si tratta del mediatore di comunità, la cui funzione è proprio quella di offrire uno sguardo esterno, attraverso il quale la comunità, anche piccola, possa riscoprire la sua ricchezza e fertilità. A volte accade che molti cittadini non siano a conoscenza delle differenti realtà che animano il proprio paese, associazioni culturali, sportive, sociali o di volontariato, gruppi formali o informali, tanto meno di quante energie, apparentemente invisibili, concorrano a rendere vitale un territorio.

“Il mediatore di comunità ha la funzione di rendere visibili i molti volti e fatiche che costituiscono le fondamenta del contesto sociale – spiega la referente dell’area Domiciliarità dott. Katia Pantarotto del Servizio sociale Livenza Cansiglio Cavallo -, mettendoli in comunicazione gli uni con gli altri, in modo che svolgano la loro azione in modo efficiente e consapevole, coinvolgendo le differenti anime della comunità. A Budoia, ad esempio, le mediatrici di comunità di Casa Possibile hanno ’chiamato‘ i diversi attori che animano il paese a riflettere insieme sulla nascente avventura di co-housing per la terza età”. Né è nato uno scambio molto stimolante che ha visto i sodalizi del territorio raccontare le loro attività ordinarie, spendere una riflessione su come la loro realtà possa sposarsi con il co-housing, ma anche cosa il co-housing potrebbe dare in ritorno all’associazione in termini di sviluppo.

L’attività svolta dalle mediatrici di comunità di Casa Possibile sta andando avanti da diversi mesi e, sinora, ha portato miglioramenti nella comunicazione fra le diverse realtà che spesso, e in questa fase storica di pandemia ancora di più, hanno sentito il peso della solitudine e delle difficoltà, senza avere la forza di mettere a sistema le proprie energie in sinergia con le altre realtà circostanti. Più nello specifico, le associazioni hanno mostrato interesse a sviluppare progettualità che coinvolgano la terza età ed hanno accolto con favore la nascita del nuovo progetto abitativo Casa Possibile.

Casa Possibile è un edificio di nuova realizzazione situato in via Lachin 1 a Santa Lucia, destinato ad accogliere quattro persone adulte o anziane. Il Comune di Budoia, proprietario della struttura, partecipa alla gestione associata del Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo, enti che fanno entrambi parte del partenariato che vede la presenza della Cooperativa sociale Itaca e della Fondazione Friuli, che lo sostiene.

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