A.B.C.: primo anno positivo per il sostegno psicologico nella diagnosi prenatale

4 Gennaio 2020

TRIESTE. Taglia la linea del primo anno di attività, il progetto triennale di “Supporto psicologico dalla diagnosi prenatale per le famiglie dei bambini chirurgici” all’interno dell’Irccs Burlo Garofolo di Trieste. Il progetto ideato e sostenuto da A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus è stato supportato per la sua prima annualità dal Gruppo Crédit Agricole Italia attraverso un meccanismo di coinvolgimento di tutti i dipendenti.

La cura degli aspetti emotivi e psicologici sono parte integrante del percorso clinico. Partendo da questo principio, un anno fa A.B.C., in collaborazione con il Burlo Garofolo, ha dato vita a un progetto innovativo (firmato in gennaio e operativo dallo scorso marzo) per offrire supporto ai futuri genitori che, già in sede di ecografia prenatale, devono affrontare la difficile diagnosi di una malformazione del loro bambino. Tale supporto è affidato a una psicologa, una figura di riferimento unica integrata, che accompagna all’interno dell’ospedale i futuri genitori, fin dal momento della diagnosi prenatale, per tutto il successivo percorso clinico, attraversando le porte dei reparti e mettendo al centro la storia unica di ogni paziente. Con grande soddisfazione, tutti gli “attori” coinvolti nel progetto attestano le prime conferme dai risultati di questo periodo iniziale: inserire il supporto psicologico come parte integrante e strutturata del percorso clinico ha fin qui agevolato la cura sotto molti punti di vista.

Questo tipo di intervento rappresenta inoltre un importante fattore di prevenzione, consente un grande miglioramento della qualità del rapporto tra medico e paziente e agevola la continuità di lavoro tra i reparti. Prevenzione perché la comunicazione di una diagnosi di malformazione a carico del feto in fase prenatale è un evento traumatico per i genitori e tale trauma comporta la difficoltà ad accettare il gap tra le aspettative di un figlio sano e la realtà. Aiutare i futuri genitori a dare una lettura corretta di quanto sta accadendo risulta dunque fondamentale per evitare che questo trauma possa riflettersi sul rapporto genitore/bambino. Il fatto, poi, che la stessa figura che affianca le famiglie sia anche un punto di riferimento quotidiano per il personale sanitario rende più fluidi i rapporti tra gli operatori (medici chirurghi, anestesisti, ecografisti, ostetriche) e aiuta a veicolare, da parte di tutto l’organico, una risposta coerente, coordinata e rassicurante alle famiglie, che stanno vivendo momenti di così intensa difficoltà emotiva.

A.B.C. onlus nasce nel 2005 per aiutare tutti i bambini che devono affrontare complessi percorsi chirurgici all’interno dell’ospedale materno infantile Burlo Garofolo di Trieste. A.B.C. accoglie gratuitamente le famiglie durante il ricovero dei loro bambini in tre case a Trieste e offre sostegno psicologico ed emotivo. Inoltre sostiene il Burlo donando strumentazione specialistica, supportando la ricerca scientifica e la formazione degli operatori. Per A.B.C. in particolare c’è la convinzione che la cura clinica non può prescindere dalla la cura degli aspetti emotivi e psicologici, convinzione che deriva dall’esperienza dei due genitori che hanno fondato l’Associazione. Su un forte vissuto personale, dunque, nasce l’urgenza di aiutare altri genitori. Quel gesto è diventato negli anni un vero progetto di “welfare partecipato” che coinvolge in un processo virtuoso i beneficiari in primis, l’ospedale e la comunità offrendo strategie e strumenti per una nuova visione di “cura”.

A copertura completa del primo anno è intervenuta una cospicua donazione dei dipendenti e delle aziende del Gruppo Crédit Agricole Italia che, attraverso il meccanismo del Payroll Giving, hanno raccolto l’importo necessario. Il progetto Payroll Giving del Gruppo Crédit Agricole Italia, avviato nel 2014, ha visto fin da subito la partecipazione attiva delle aziende del Gruppo, delle organizzazioni sindacali e dei dipendenti, tutti impegnati verso un obiettivo comune con finalità sociale. Alla base un semplice meccanismo: i dipendenti arrotondano all’euro inferiore l’importo della propria busta paga e l’Azienda aggiunge la parte per arrivare al valore dell’euro. In pratica, dipendenti e Azienda insieme donano tanti euro quanti sono i dipendenti che aderiscono al progetto, nel caso del Gruppo Crédit Agricole Italia la quasi totalità.

La dottoressa Rosella Giuliani, psicologa e psicoterapeuta specializzata nell’età evolutiva, come anticipato è dunque la figura chiave di questo progetto. Quotidianamente è al fianco delle famiglie, fin dal primo controllo ecografico con la diagnosi di malformazione, e segue tutto il loro percorso. Se la famiglia lo ritiene, assiste a tutti gli esami ecografici; è al fianco dei genitori durante il counselling chirurgico e incontra la futura mamma durante l’eventuale ricovero. Sempre su richiesta della famiglia può assistere al parto cesareo e prosegue gli incontri in reparto. Anche dopo le dimissioni, le famiglie possono confrontarsi con la psicologa e tutto lo staff e la psicoterapeuta sarà presente anche ai successivi controlli in ospedale per incontrare i genitori durante gli eventuali ulteriori ricoveri dei bambini.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!