Dedica, in 5mila per Yasmina Khadra

15 Marzo 2016

Dedica2016_KHADRA_Ritratti_067_LdAPORDENONE – “Un grande privilegio di cui questa Regione va fiera”: parole dell’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti. “Un patrimonio prezioso da non disperdere”: così il sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti. È con l’apprezzamento delle istituzioni, prime sostenitrici del festival, che Dedica vuole sottolineare il bilancio di un’edizione – la 22/a – ancora una volta straordinaria e che mai come quest’anno ha centrato in pieno le urgenze dell’attualità e il bisogno della gente di capire e approfondire. Attraverso la bellezza e la forza della letteratura di Yasmina Khadra, lo scrittore algerino al centro della rassegna, temi come la difficoltà di comprensione fra il mondo occidentale e l’Islam, il fondamentalismo religioso, le condizioni di umiliazione che spesso sono causa di tanto odio, hanno avuto casa negli undici appuntamenti del festival: temi portati alla luce attraverso la musica, il teatro, il cinema, le conversazioni, tutte nel segno della qualità e del prestigio degli ospiti. E se Dedica non basa il suo successo sui numeri, è pur vero che i numeri sono comunque di tutto rispetto e sottolineano come il festival sia patrimonio “da conservare con molta attenzione ma anche con molta convinzione” (così il presidente di Thesis Gianfranco Verziagi) e contribuisca – anche attraverso la vasta eco sui media nazionali – a esportare la migliore immagine di Pordenone città della cultura e dei festival.

Sono state cinquemila le presenze agli appuntamenti, più di cento le Dedica card che fidelizzano il pubblico, oltre 1.000 le presenze a un progetto che sta crescendo: gli incontri itineranti in regione di “Aspettando Dedica”. Particolarmente seguite anche la serata in “esterna” in casa di Servizi Cgn, special partner di questa edizione e la consegna del premio “Una vita per la scrittura”, istituito quest’anno da FriulAdria Crédit Agricole.
Come sempre accade, successo e speciali apprezzamenti da parte dell’autore per le iniziative legati ai giovani e alle scuole.

Non meno brillante il bilancio dei libri venduti: oltre 800 soltanto da parte della libreria Einaudi-Giavedoni di Cosetta e Cornelio, che con passione, oltre che con professionalità, ha affiancato il festival nei luoghi degli eventi. Ma non meno soddisfatti gli altri librai della città. “Abbiamo venduto più quest’anno che l’anno scorso con Sepùlveda – dichiara Daniele Zongaro della libreria Quo Vadis? Lo sottolinea anche Mauro Danelli della storica libreria “Al Segno”, che parla del desiderio del pubblico “di scoprire un autore di prestigio che Dedica ha senz’altro contribuito a rilanciare (pur avendo venduto oltre 40 milioni di libri nel mondo, Khadra in Italia non era così popolare)”.

Dal canto suo Khadra, rientrato a Parigi giovedì, ha inviato all’associazione una mail in cui, ringraziando la città per la magnifica accoglienza e tutta Thesis “dal presidente ai volontari” infaticabili, scrive di essere “rientrato con la testa scoppiettante di bollicine e il cuore grande come un oceano” e parla di un “programma di una perfezione rara per un festival che rimarrà uno dei momenti forti della mia vita di romanziere”. Parole che sottolineano l’empatia e l’emozione che hanno caratterizzato Dedica 2016. “Un coinvolgimento del pubblico davvero eccezionale – chiude così il bilancio la curatrice del festival Annamaria Manfredelli –, con tanta gente che non conosco e mi ferma per strada per dirmi quanto sia stata entusiasta di Khadra e di Dedica. Ho l’impressione che più di altri lo scrittore sia riuscito a conquistare la mente e il cuore delle persone. Considero davvero un privilegio aver curato – e con particolare passione – questa edizione del festival”.

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