“4 novembre, festa e lutto”

6 Novembre 2013

UDINE. In merito alle celebrazioni del 4 Novembre, le presidenze del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” ci hanno fatto pervenire un comunicato stampa che pubblichiamo.

“Il 4 Novembre è festa italiana e lutto europeo: festa di unità nazionale, da un lato, al prezzo, dall’altro, di una disunità delle genti europee, idealmente raccolte dal pur decrepito ma efficientissimo Impero degli Asburgo. La Grande Guerra non fu una tragedia soltanto in termini di vittime e distruzione. La prima vittima fu l’idea, gloriosa e antichissima, carolingia, romana, e ancor prima ellenistica e persiana, della possibilità di una serena convivenza di tante culture sotto la stessa bandiera. La Grande Guerra fu una tragedia innanzitutto perché affermò il diritto di ogni nazione – ossia, più o meno, di ogni lingua e cultura – ad avere uno Stato proprio, distruggendo così quelli che per secoli, bene o male, avevano ‘allenato’ identità diverse a convivere e a condividere. ‘Fradis siin e atòr a un perno / Zirin ment e nostri amòr; / Duri chist biel Regno eterno: / Salvi Dio l’Imperatòr!’ recitava l’inno austroungarico nell’elegante friulano della vecchia Gorizia: sì ‘fradis’, ‘fratelli’ diversi, anzi diversissimi, riuniti attorno ad un ‘perno’ ossia ad una sorta di ‘padre comune’ costituito dall’imperatore. Quella ’unità nella diversità’ di cui tanto si blattera ancor oggi? Eredità di quella Grande Guerra furono Stati sempre più nazionali, nazionalisti, razzisti, discriminatori, con tutto il conseguente corollario di disgrazie che è stata la Storia del nostro Novecento ed oltre. Se non abbiamo imparato questo, non è perché la Storia non sia maestra, ma semplicemente perché ci ostiniamo ad esserne pessimi alunni! Omaggio certo a tutte le vittime, a tutti i caduti, ma abbiamo veramente imparato qualcosa o saremmo pronti a rimandare a morire tanta povera gente per la grandezza di uno Stato-Nazione?”

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