1223: Udine diventa mercato

16 Settembre 2013
La moneta civica

La moneta civica

UDINE. Dopo l’annuale visita alla tomba del “padre della patria” municipale, il patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, nella basilica di Aquileia, dove lo stesso si fece inumare nel punto in cui cadde quando vi entrò per la prima volta, nel giorno del suo insediamento come pastore metropolita, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, presieduti dal prof. Alberto Travain, con il concorso d’istituzioni, associazioni e cittadinanza, hanno riproposto, a Udine, venerdì 13 settembre, sotto la Colonna del Mercatonuovo in Piazza San Giacomo, le celebrazioni popolari spontanee per il “compleanno” della città, istituita come mercato da quel patriarca esattamente 790 anni prima, il 13 settembre 1223. Le cerimonie sono state introdotte, quest’anno, dal conio simbolico di monete della tradizione ludica giovanile udinese ossia “cui tapons”, i tappi a corona delle bottiglie, richiamo giocoso alla vocazione commerciale urbana e a un legittimo spirito di autonomia ovvero di autodeterminazione da sempre incarnatouniversalmente dal “bati monede”: moneta goliardica, in questo caso, emblematicamente lanciata sul grande stendardo di un sodalizio studentesco di giovanissimi, auspicate promesse per grandi valori da tramandare e da proiettare verso il futuro.

FOGOLÂR CIVIC - Udine, 13.IX.2013 - 790. Compleanno della Città - I benemeriti udinesi d'origine 'foresta'Dopo l’allocuzione del presidente prof. Travain, che ha sottolineato il senso unificante, comunitario, superante ogni differenza d’origine, delle celebrazioni del “compleanno” urbano, ed il saluto del rappresentante dell’Amministrazione municipale, assessore rag. Carlo Giacomello, s’è, dunque, avuta l’annuale consegna delle dediche popolari agli Udinesi benemeriti d’origine “foresta”, attestazioni di stima e di civica fraternità all’indirizzo di apprezzati cittadini provenienti da fuori Comune, a celebrazione della proverbiale matrice plurale della cittadinanza di un capoluogo di regionestorica, crocevia di genti nel solco delle tradizioni dell’antica metropoli di Aquileia. Gli attestati, recanti l’immagine delle antiche bandiere da combattimento udinesi, bianconere con il profilo rosso, che in caso di guerra venivano consegnate anche alle confraternite dei forestieri residenti in città chiamati alle armi per la difesa del bene comune, sono stati, quest’anno, conferiti, su istanza raccolta tra la società civile locale, a monsignor Nicolino Borgo da Rivis di Sedegliano (“predi e grant om di culture natîf sedeanot, predicjadôr che si visisi ben e pastôr par Udin ator in citât e pe Universitât…” / “sacerdote e fulgido intellettuale sedeglianese, indimenticato predicatore e pastore in Udine tra territorio e Università…”), al mister Francesco Guidolin da Castelfranco Veneto (“sportîf venit di credit e parabon onest alenadôr dal Udin che al impersone juste ad in plen la liende storiche de serietât dal popul furlan…” / “apprezzato sportivo veneto ed integerrimo allenatore dell’Udinese egregiamente incarnante il mito storico della sobrietà del popolo friulano…”), al maestro Alfredo Orzan da San Lorenzo Isontino (“bon mestri elementâr de bande gurizane, vuardian risolût di memoriis e tradizions de regjon dal Friûl e de Europe mezane…” / “probo maestro elementare isontino, promotore convinto delle memorie e delle tradizioni regionali friulane e mitteleuropee…”), al giornalista Mauro Tosoni da Paularo (“discret e ardît gjornalist e diretôr di gjornâl, di riunde cjargnele e asine, simpri stât une vore pront sui domandaments e moviments civics…” / “sommesso e coraggioso giornalista nonché direttore di testata d’origini carnico-asìne, da sempre particolarmente attento ad istanze e mobilitazioni civiche…”) e al dottor Lorenzo Ventre da Avellino (“preseât miedi vignût de Campanie, ben inlidrisât tal Friûl e cun chel ancje sigûr cultôr des sôs lidrîs di venti jù des Dôs Siciliis…” / “stimato medico oriundo campano, felicemente radicato in Friuli e ad un tempo cultore delle proprie radici duosiciliane…”).

Mentre Borgo ha proposto un richiamo alla riflessione del celeberrimo conterraneo padre David Maria Turoldo, Guidolin ha sottolineato la propria forte adesione elettiva, culturale e linguistica, alla friulanità ed Orzan ha voluto rimarcare lo spirito europeista insito nella cultura del territorio. Tosoni si è soffermato, invece, sulla singolarità di un riconoscimento attribuito ad un giornalista per aver semplicemente fatto il proprio dovere di tramite di chi non ha voce. Ventre, assente giustificato, ha delegato al ritiro dell’attestato il collega dottor Fernando Luisi, intellettuale meridionalista, che ha portato idealmente alla cittadinanza udinese il saluto del popolo “duosiciliano”.

È stata la volta, poi, dell’annuale “ricordo del benemerito concittadino dimenticato”, con la consegna all’autorità comunale di una dedica floreale commemorativa della compianta Leila Caselli (“pitore, critiche, salt campion, sul finâl dal Nûfcent, di un spirt civic di Udin e dal Friûl, soredut des feminis, di passion, di volontariât e di mai plui rindisi…” / “pittrice, opinionista, energica propugnatrice, sullo scorcio del Novecento, di un civismo udinese e friulano, soprattutto al femminile, appassionato, generoso ed irriducibile…”).

La deposizione floreale

La deposizione floreale

Rivisitando una tradizione locale dei Vigili del Fuoco precedente il terremoto del 1976, un picchetto d’onore di volontari del corpo, la più antica difesa civile attestata in regione già al tempo di Aquileia romana, ha – come ogni anno, dal 2004 – deposto l’omaggio floreale dedicato dai cittadini del Fogolâr Civic alla Colonna del Mercatonuovo, la guglia forense recante l’immagine della Madonna con Bambino e Castello, definita dal prof. Travain quale “vero totem interculturale della comunità udinese, sintesi dei valori civici e del mito di una città madre e protettrice, rifugio e baluardo di umanità al crocevia dell’Europa”. Un omaggio, questo, composto da cinque rose, come i cinque “quintieri” di Mercatovecchio, Mercatonuovo, Aquileia, Gemona e Grazzano in cui oggi si articola il Fogolâr Civic – presenti in piazza le cinque bandiere sezionali – e in cui si articolava il Comune medievale retto da quell’assemblea popolare detta dell’Arengo che, abolita esattamente cinque secoli or sono, ora il sodalizio civista viene riproponendo come istituto di partecipazione democratica da rinnovare nell’attualità.

È toccato, come ogni anno, a monsignor Francesco Frezza, rettore di San Giacomo, chiesa del mercato storico udinese, impartire una benedizione, sempre intesa interculturalmente, alla città di Udine, a “vîfs e muarts” del Comune capoluogo del Friuli Storico, una benedizione conclusa con il motto “cuant che o jevi la matine / o cjali ator il mont e il plan / une vôs tal cûr mi dîs / sta content tu sês furlan”.

Lo stendardo degli studenti

Lo stendardo degli studenti

Tra le rappresentanze culturali e sociali presenti in piazza si ricordano le delegazioni delle associazioni “Antico Borgo Aquileia”, Scampanotadôr Furlans “Gino Ermacora”, “Progetto Tempo”, “Siamo Tutti Briganti”, del club UNESCO di Udine, del comitato “Palio di San Giorgio”, delle comunità “Anselmo Listuzzi” e “Pellegrini della Vita” di don Tarcisio Bordognon, della Confraternita del Santissimo Crocifisso, del Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione” e del Cordicom FVG ossia del Coordinamento dei Comitati Territoriali e dei Cittadini Associati del Friuli Venezia Giulia, dell’Istituto nazionale del Nastro Azzurro tra Combattenti Decorati al Valor Militare, del gruppo artistico “Le Erbacce”, del Movimento Tutela Arzino e della Pro Loco di Città “Borgo Sole Udineovest” nonché della Repubblica studentesca dei Piccoli Letterati Cesariani di Paderno. A conclusione della cerimonia, il canto spontaneo dell’inno popolare cittadino “Oh ce biel cjiscjel a Udin” ed, eseguito dagli studenti, l’inno verdiano “Cara Patria”, dedicato all’antica Aquileia, riproposto dal Fogolâr Civic come inno regionale. Soddifazione è stata espressa da più parti per il particolare successo dell’iniziativa di quest’anno. Notata l’assenza della stragrande maggioranza dei consiglieri comunali, pur invitati ad intervenire visto il rilevante interesse “municipale” dell’anniversario di fondazione urbana.

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