ZufZone, rassegna poetica al Posto delle Fragole (Trieste)

25 Ottobre 2019

TRIESTE. ZufZone #Mediterraneo è la prima tappa di una rassegna poetica strutturata in otto date, ognuna di un colore diverso. La prima “esplorazione”, dal colore blu, riguarderà il Mediterraneo, un mare di straordinaria bellezza, che è diventato suo malgrado protagonista della cronaca italiana ed internazionale. Sabato 26 ottobre dalle 20.30 il Posto delle Fragole nel Parco San Giovanni a Trieste ospiterà una serata su questo tema.

Matteo Di Genova

ZufZone Mediterraneo si aprirà con un Poetry Slam, una sfida non competitiva tra poetesse e poeti, in cui a decretare il vincitore sarà proprio il pubblico presente, attraverso una giuria estratta a sorte. A seguire la performance di Matteo Di Genova, attore, slammer e rapper, proveniente da L’Aquila, uno dei maggiori esponenti del Poetry Slam italiano. Concluderà la serata l’improvvisazione musicale del duo MO, all’anagrafe Federico Mullner e Chiara Orpelli, che lavorano con tastiere, synth e supporti digitali per creare una vera e propria ricerca sonora.

Durante la serata sarà inaugurata la mostra collettiva “Mediterraneo e migrazioni” che sarà possibile visitare per tutto il mese. L’esposizione, curata da Francesco Zardini e Andrea Giacovani, ospita le fotografie di Claudia Bouvier Calderòn e le opere di Gabriele Zardini, Andrea Giacovani, Veronica Pastor e Wissal Houbabi.

A tracciare questa mappa poetica sono ZufZone in collaborazione con la coopertiva sociale La Collina, Associazione Zeno, Il Posto delle Fragole, Radio Fragola. Un ultimo grazie è rivolto anche a Mediterranea, estremamente coinvolta in questo tema.

ZufZone è un’esplorazione poetica, un’esperienza che si articolerà in otto eventi gratuiti, tenuti al Posto delle Fragole di Trieste ogni terzo sabato del mese alle 20.30, e che indagherà otto temi diversi: ”Dal Mediterraneo e le migrazioni – spiegano gli organizzatori – ci muoveremo seguendo l’idea di poiesis (ποίησις) , per poi trattare del conflitto generatosi e, accedendo ai nodi delle nostre intime opposizioni, tratteremo quindi di mente, corpo, voce e spazio, fino a ritornare al punto di partenza, al nostro epicentro: Trieste. Attraverso il linguaggio poetico vorremmo dunque sperimentare un viaggio cui meta è proprio la nostra città”.

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