Vittorio Sgarbi interessato alla mostra su Mario Sironi

27 Ottobre 2018

PORDENONE. Anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, a Pordenone nel week-end per la consegna del premio Cavallini, coglierà l’occasione per visitare, domenica in tarda mattinata, la mostra “Mario Sironi. Dal Futurismo al Classicismo 1913-1924”, realizzata dal Comune di Pordenone e dall’Erpac – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione, con l’attiva collaborazione dell’Associazione Mario Sironi.

Viandante 1915 Mario Sironi, collezione privata, by Siae 2018

L’esposizione, che s’inserisce nelle iniziative per l’Anno Europeo della Cultura 2018 del Mibact e proseguirà fino al 9 dicembre alla Galleria Harry Bertoia, approfondisce attraverso circa duecento opere un decennio cruciale per l’evoluzione stilistica di Mario Sironi (1885-1961), pittore, illustratore, grafico, scultore, architetto e scenografo, tra le figure più originali, intense e radicali del secolo scorso. Dedicata a un periodo che si rivelò fondamentale per la storia dell’arte del Novecento, la mostra è curata da Fabio Benzi, che si è occupato anche della significativa mostra su Sironi tenutasi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1993 ed è autore di molti importanti contributi sull’artista.

L’attenta selezione di dipinti, disegni e illustrazioni intende analizzare il concitato percorso pittorico di Sironi, che in pochi anni si confrontò con le principali correnti artistiche europee, reinterpretandole con risultati assolutamente autonomi e personali, di altissima qualità artistica. La mostra spazia dall’adesione appassionata all’avanguardia, che Sironi seppe incrociare con esperienze anche diverse ed eccentriche, come l’attenzione per l’ambiente cubo-futurista russo, alla crisi del periodo della Grande Guerra, fino alla ricerca di nuovi equilibri che vedranno un lento avvicinamento al ritorno all’“ordine”, con un’attenzione particolare a Picasso e Derain, passando attraverso le sperimentazioni spaziali della Metafisica di de Chirico.

Risalgono agli anni presi in esame alcuni dei suoi maggiori raggiungimenti estetici e poetici: dall’invenzione dei “paesaggi urbani” alle ieratiche figure neo-classiche, dalle immagini futuriste di camion e ciclisti alle scene politiche delle sue illustrazioni. In mostra, oltre a alcuni tra i suoi più celebri dipinti, come Solitudine (1925, esposto alla Prima Mostra del Novecento Italiano), vi sono anche capolavori non esposti da diversi anni, come i dipinti futuristi Testa del 1913, e numerose tra le sue più significative opere grafiche.

Informazioni generali sulla mostra
Sede: Comune di Pordenone – Galleria Harry Bertoia, Palazzo Spelladi, Corso Vittorio Emanuele II, 60. Date: fino al 9 dicembre 2018. Orario di apertura: da martedì a venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 13
e dalle 15 alle 19. Chiuso 1° Novembre. Informazioni: +39 0434 392935 / 392960 – museo.arte@comune.pordenone.it www.comune.pordenone.it/galleriabertoia Percorsi assistiti alla mostra: Associazione Amici di Parco – amiciparco.pn@gmail.com Attività didattiche per le scuole: Studio associato Eupolis – prenotazioni al telefono 349 6713580 (dal lunedì al venerdì 9.30-12.30) – info@eupolis.info

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