Vita e democrazia: Moni Ovadia al Centro Balducci

16 Ottobre 2016

ZUGLIANO. Lunedì 14 ottobre alle 20.30 nella Sala Mons. Luigi Petris del Centro Ernesto Balducci, di Zugliano si terrà un incontro con MONI OVADIA intitolato IL DIRITTO ALLA VITA E ALLA DEMOCRAZIA. Introducono Pierluigi Di Piazza e Gianpaolo Carbonetto.

Moni Ovadia

Moni Ovadia

In un momento in cui tutti i valori fondanti della nostra società (solidarietà, partecipazione, diritto di avere diritti) da molti vengono messi in dubbio e posti in secondo piano rispetto ai dettami della fretta e dell’economia, si comincia a comprendere che soltanto con una resistenza pacifica e civile si può riuscire a opporsi per cambiare un mondo in cui sono gli stessi diritti alla vita e alla democrazia a venir calpestati. In questa lotta Moni Ovadia è da sempre in prima linea a parlare e a fare spettacoli per non lasciar cadere l’attenzione, per dare stimoli e per far ragionare in momenti in cui una parte della società si scaglia contro l’accoglienza, considera quasi trascurabile il fatto che uno studente come Giulio Regeni possa essere torturato e ucciso, accarezza l’ipotesi che sia una sottrazione di partecipazione e di democrazia a risolvere i problemi che proprio queste mancanze hanno contribuito in gran parte a provocare. I suoi interventi, privi di giri di parole di comodo, sono sempre importanti per mettere in luce aspetti sociali che molti vorrebbero far restare in ombra.

Moni Ovadia nasce a Plovdiv, in Bulgaria, nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo una laurea in scienze politiche, dà il via alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” in cui le precedenti esperienze si innestano sulla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell’immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.

L’incontro di Zugliano è in collaborazione con il Comitato Friuli Democrazia Costituzionale e con il Gruppo DemocraticaMente.

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