Viaggio nella psiche di Brahms e di Mendelssohn

11 Ottobre 2017

Flavio Pressacco

PALMANOVA. I colloqui di approfondimento della Stagione Sinfonica della Mitteleuropa Orchestra Conversando con Psiche, continuano giovedì 12 ottobre, alle 18, alla Polveriera Garzoni di Palmanova, con un appuntamento a ingresso libero intitolato Mendelssohn, Brahms – Forma, equilibrio e Pathos. L’incontro vedrà protagonisti il professore di Storia ed Estetica della Musica del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, Marco Maria Tosolini, come relatore e il Professore Emerito di Matematica finanziaria dell’Università di Udine, Flavio Pressacco, come ospite. Il colloquio sarà arricchito da interventi musicali dal vivo a cura degli studenti del Conservatorio di Musica “G. Tartini” di Trieste. In programma J. Brahms dai Tre Intermezzi op. 117 per pianoforte, con Stefano Cascioli al pianoforte, F. Mendelssohn da Sonata in fa min. per violino e pianoforte op. 4, con Valentina Pacini al violino e Stefano Cascioli al pianoforte. Interverrà all’incontro la Dott.ssa Anna Degano, Psicologa Psicoterapeuta.

Quasi alter ego dei precedenti autori, il secondo appuntamento prende in esame F. Mendelssohn (1809-1847) e J. Brahms (1833-1897), due personalità di straordinaria levatura, anche etica. La musica di Mendelssohn rispecchia la sua natura e la sua vita, la malinconia che può trasparirvi si ammanta di una luce soffusa, pacata, serena, che non si esime dal divenire ardente e luminosa quando si abbandona alla felicità del sogno e della fantasia con eccezione, forse, dell’ultimo quartetto (in fa minore, op. 80) detto “Tragico” pervaso di una allarmata espressione d’ansia quasi presagio di consapevolezza terminale. In Brahms il ripiegamento intimistico diviene invece più accentuato, ma la malinconia che ne deriva diviene meraviglia e mai disperazione fatale. Si può affermare che Mendelsshon e Brahms abbiamo anch’essi scavato nelle profondità dell’animo umano, ma che siano riusciti ad esprimere il sentimento del mal di vivere con toni più soffusi e sfumature meno drammatiche rispetto a tutti gli altri esponenti del Romanticismo musicale, accostandosi più al lato apollineo della mente e dell’arte che a quello dionisiaco.

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