Viaggio nel Sistema Sanitario Nazionale venerdì su Rai3

25 Maggio 2020

Massimo Cirri

La salute è (ancora) un diritto? Tutti ce lo siamo chiesti nelle settimane della crisi pandemica Covid-19. Mentre le terapie intensive erano sull’orlo del collasso, e gli italiani in lockdown sull’orlo di una crisi di nervi, migliaia di medici e infermieri che abbiamo applaudito dai balconi e definito eroi con il loro coraggio e la loro tenacia hanno contribuito, anche a costo della vita, a farci pensare che sì, la salute in Italia sia effettivamente un diritto, tutelato dalla carta costituzionale e, nei fatti, dal Servizio Sanitario Nazionale istituito per legge il 23 dicembre 1978.

Da tempo un cittadino qualunque, Massimo Cirri – nella vita psicologo, ma anche ideatore e conduttore di un programma cult della radio italiana, Caterpillar in onda su Rai Radio2 – aveva iniziato ad interrogarsi su questa straordinaria macchina, il Servizio Sanitario Nazionale, che fornisce cure, assistenza, accertamenti, medicine a tutti e senza chiedere denaro. Una malattia grave, di quelle che interrogano sulla vita e sulla morte, ha attraversato Massimo. È stato curato bene, è guarito. È tornato a fare il suo lavoro di conduttore radiofonico. Nell’aprile 2020 Massimo Cirri, come tutti ha trascorso gli scorsi mesi chiuso in casa, mentre medici e infermieri si spendevano senza sosta per salvare vite. Offrendo, così come prima del virus, prestazioni completamente gratuite a cittadini che non devono esibire coperture assicurative o bancomat per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute e alle cure.

Da dove arriva questa visione del mondo? Ce lo racconta il documentario “Quello che serve. Un viaggio nelle radici del Servizio Sanitario Nazionale”, in onda su Rai3 venerdì 29 maggio alle 23.15, scritto da Massimo Cirri con Chiara D’Ambros che firma la regia, condotto da Massimo Cirri attraverso dialoghi e visite in molte sedi della sanità pubblica, da Milano a Ravenna a Padova, Vicenza, Recoaro e Schio, attraversando un appassionato nord-est che prima del Covid scendeva in piazza per difendere il Servizio Sanitario dalle politiche di esternalizzazione e privatizzazione. Interrogandosi sulla natura, sui presupposti e sulla portata del Servizio Sanitario Nazionale, Massimo Cirri incontra Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Michael Marmot, Giacomo Grasselli, anestesista rianimatore e coordinatore delle terapie intensive della Lombardia. E intervista gli operatori dell’elisoccorso di Ravenna, che ti vengono a prendere in 8 minuti al costo di 3 euro e mezzo all’anno a cittadino.

Arearea

Visita il Centro cardiochirurgico d’eccellenza di Padova, ritrova le due oncologhe dell’Istituto Tumori che lo hanno curato – per dir loro della gratitudine – conversa con due infermiere, un’ostetrica e una mamma che si ricorda com’era prima, quando il Servizio Sanitario Nazionale non c’era: figure che definiremmo “ordinarie” della sanità di ieri e di oggi, e che subito ci sembrano straordinarie per impegno e umanità. Alla ricerca delle radici profonde del Ssn, Cirri ritrova poi una donna coraggiosa, Tina Anselmi, ritrova Aldo Aniasi e una Repubblica Partigiana, ci permette di scoprire piccoli grandi esempi dello straordinario Capitale Umano che incarna il valore profondo di questa risorsa pubblica. Ci porta così a ragionare su un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, nessuno escluso: un Ssn a lungo dimenticato, dato per scontato, minacciato ma anche difeso strenuamente quando attaccato nelle sue prerogative di servizio pubblico. Riscoperto nel difficile periodo di pandemia. Ma riusciremo a ricordarcelo, dopo?

Il viaggio nel Servizio Sanitario Nazionale è scandito dalle musiche di Stefano Bollani. Altan firma l’immagine portante del documentario e la compagnia di danza Arearea le coreografie.

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