Valutazione della situazione pandemica in pieno inverno

13 Febbraio 2021

TRIESTE. Una valutazione sulla situazione pandemica nel cuore dell’inverno è il tema dell’appuntamento con il dottor Fulvio Zorzut, medico epidemiologo, specialista in Igiene e Medicina Preventiva a Trieste.

”La diminuzione dell’incidenza, a livello nazionale, rallenta e l’epidemia resta in una fase delicata. E’ possibile un nuovo rapido aumento del numero dei casi nelle prossime settimane, trainato anche dalle nuove varianti in circolazione qualora non venissero garantite, ancora, delle rigorose misure di mitigazione, sia a livello nazionale che regionale. L’andamento epidemiologico non andrebbe però calcolato giorno per giorno, perché c’è una varianza fisiologica dei numeri, ma sarebbe meglio fornire e valutare i dati a cadenza settimanale, come accade da 30 anni per l’influenza stagionale.

L’attuale quadro a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali. L’Rt medio nazionale calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,95, ancora sotto 1, ma in rialzo rispetto alle ultime settimane ed è oltre 1 in sette Regioni e nelle due Province autonome.

La forte pressione sui dipartimenti di prevenzione, causata dall’intensificazione dell’epidemia e dal conseguente forte aumento dei casi, porta in alcune aree a un ritardo nella notifica e nell’aggiornamento delle informazioni e nella ricerca dei contatti secondari..

IL FVG
La nostra regione rimane in fascia gialla nazionale. Si rileva ancora una saturazione dei posti letto in terapia intensiva oltre la soglia di allerta del 30% (37,7%), secondo posto nazionale. La percentuale di decessi negli ultimi 30 giorni rimane elevata e ci colloca, con il 5%, al 4 posto nazionale.

L’Rt, nella nostra Regione è allo 0,98 mentre due settimane fa era allo 0,68: quindi in peggioramento piuttosto marcato. Probabilmente è la conseguenza dell’attenuarsi delle misure di lockdown applicate durante le festività natalizie. La prevalenza complessiva, con variazioni provinciali dei casi, è pari a 1:17 (1 positivo ogni 17 residenti) che è simile a quella di Milano e l’hinterland. Le eventuali ripercussioni epidemiologiche conseguenti alla riapertura, non più rinviabile, delle scuole avvenuta il 1° febbraio, saranno valutabili a fine febbraio, in attesa di quelle relative alla apertura della stagione sciistica.

A questo si aggiungono le valutazioni, discutibili, dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive) della Ue che collocano la nostra regione, a settimane alterne, in zona rosso scuro (altissimo rischio). Il problema è che l’Ecdc basa le sue valutazioni solo sull’incidenza di nuovi casi di Coronavirus su 100.000 abitanti, trascurando gli altri indicatori, penalizzando chi fa molti tamponi, molecolari o antigienici. Quindi, questo colore “rosso scuro” è la conseguenza paradossale della trasparenza, precisione, accuratezza e affidabilità organizzativa.

Vaccinazioni
La campagna di vaccinazione contro il Coronavirus – con i vaccini Pfizer, Moderna e ora anche Astrazeneca – al momento ha raggiunto, con il ciclo di due dosi, il 2,07% della popolazione nazionale, contro il 2,67% della popolazione della nostra regione. La consegna delle dosi di vaccino con il contagocce e i ritardi nell’acquisizione di nuovo personale dedicato, stanno rallentando la somministrazione dei vaccini. Si ricorda che il 10 febbraio è iniziata la prenotazione vaccinale anche per gli over 80, che nella nostra Regione sono circa 75.000.

Effetto gregge
Per innescare l’effetto gregge è necessaria l’adesione di almeno il 70% della popolazione (42.000.000 di italiani su un totale di 60.000.000). Con una efficacia del vaccino del 95% significa che circa 3.600.000 dei vaccinati non saranno protetti dal vaccino, quindi bisognerà, al minimo, arrivare a 45-46.000.000 di vaccinati, considerato anche che gli attuali vaccini non sono autorizzati all’impiego sotto i 16 anni di età, circa altri 8.000.000 di abitanti, perdendo quindi anche questa larga parte della popolazione. In conclusione la platea dei vaccinabili è di 50.773.718.

Dove è finita l’influenza?
Nell’emisfero meridionale, dove l’inverno è già finito, i virus stagionali sono passati del tutto inosservati. Pochissimi i contagi rispetto agli anni passati. Nei Paesi a nord dell’Equatore, dove generalmente in questo periodo l’epidemia di infezioni stagionali è in piena diffusione, i casi segnalati finora sono molto pochi. Globalmente, nonostante il monitoraggio, nell’emisfero Boreale la circolazione dei virus influenzali si mantiene a livelli inferiori rispetto alla media stagionale. È probabile che le misure di contenimento del contagio utilizzate per la pandemia di Covid-19 – mascherine, distanziamento sociale, igiene delle mani, la riduzione drastica dei viaggi internazionali e l’aumento delle vaccinazioni per l’influenza – stiano limitando la circolazione anche dei Mixovirus dell’influenza.

I tamponi
Posto che ora sono disponibili sia quelli molecolari che quelli antigienici e che la loro effettuazione di massa è paradossalmente soggetta a interpretazioni molto discutibili e ritorsive, da parte dell’Ecdc, andrebbero riservati ai sintomatici e ai contatti secondari oltre che a categorie selezionate di lavoratori quali i sanitari, il personale di assistenza in genere, il personale dei supermercati, i lavoratori nel campo dell’energia, coloro cioè che garantiscono acqua, luce e gas e reti fognarie, oltre ai provider che consentono il funzionamento di internet, mail, smart working e piattaforme per le lezioni scolastiche e universitarie online, i farmacisti, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i benzinai, i corrieri, gli addetti allo smaltimento dei rifiuti, gli addetti alle attività cimiteriali, postali, bancarie e gli autoferrotranvieri.

Conclusioni
Visti i tempi necessari prima che la vaccinazione di massa possa raggiungere dei risultati significativi (2022?), considerato che la discesa della curva dei nuovi positivi sta rallentando e che prima che si manifesti nuovamente un marcato aumento delle temperature e una benefica efficace azione degli Uv solari, esattamente come l’anno scorso, bisognerà arrivare a maggio/giugno. Al momento non rimane altro che continuare ad adottare la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. Le nuove varianti che tanto allarme stanno suscitando in realtà determinano una maggiore diffusività del Coronavirus, ma non sembra associata a una maggiore aggressività. Inoltre la cosa fondamentale è che queste mutazioni geniche non influenzino le proteine Spike di superficie, verso le quali i vaccini sono attivi.

La popolazione deve evitare, nei limiti del possibile, le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo e rimanere a casa il più possibile, in particolare le fasce di popolazione più fragile o per età o per pluri-patologie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine, anche nei vaccinati. Altrimenti si continuerà ad assistere a un susseguirsi di incrementi dei casi, in fase di allentamento delle misure restrittive, seguiti da cali transitori durante i lockdown, variamente colorati, con un andamento a yo-yo”.

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