Vaccini: Valle dei suscettibili e percezione del rischio

9 Maggio 2021

TRIESTE. La ridotta adesione alla vaccinazione negli under 60 e sulle conseguenze correlate è al centro della periodica valutazione inviataci dal dottor Fulvio Zorzut, medico epidemiologo di Trieste. L’ha intitolata ‘Vaccinazione: cosa succede? La valle dei suscettibili’.

”Questo termine immaginifico, che ricorda una vallata e che in un grafico si disegna come un avvallamento, rappresenta le fasce suddivise per età di una popolazione che possono essere contagiate da un agente infettante.

Quando si parla di tasso di copertura vaccinale che deve essere raggiunto, si intende il numero minimo di persone che devono essere immuni o per pregressa malattia o per vaccinazione per interrompere la circolazione dell’agente infettante ed è differente per le varie malattie infettive. Senza entrare nei dettagli per la Rosolia, a esempio, è sufficiente che sia vaccinato il 60-70% della popolazione, mentre per il Morbillo deve essere vaccinato il 95% della popolazione. Tutto questo dipende sempre da Rt che, per quanto riguarda il Covid, abbiamo imparato a conoscere in questo anno e da cui dipendono i colori settimanali delle nostre regioni.

Bene, ciò premesso, si è stabilito che sia indispensabile arrivare almeno a vaccinare il 70-75% della popolazione per ridurre la circolazione del Coronavirus. Questo in teoria, perché una popolazione non è costituita in modo omogeneo e ci sono delle fasce di età con problematiche e specificità proprie. Va da sé che le necessità, le patologie, i timori e le predisposizioni individuali degli over 80 sono differenti da quelli degli over 20 o over 40. E’ un fatto ovvio. E questo a prescindere dalle caratteristiche, disponibilità ed efficacia dei vari vaccini anti-Covid, posto che sono sicuri ed efficaci, come i dati di Aifa confermano e che sfatano il maggiore rischio percepito di Astrazeneca. Ecco perché non deve stupire che scenda l’adesione a farsi vaccinare con il diminuire dell’età: è prevedibile. La percezione del rischio è profondamente differente.

Ora questa situazione, e arriviamo al significato del titolo, porta come conseguenza a uno spostamento della cosiddetta valle dei suscettibili, cioè di coloro che potranno infettarsi, verso fasce di età sempre più basse. E’ di questi giorni il dato che l’età media dei soggetti positivi ha raggiunto i 41 anni di età. Infatti gli anziani hanno già provveduto, in grande numero e con la massima partecipazione, a vaccinarsi e sono, a questo punto, la fascia di popolazione più protetta.

Ecco perché non basta vaccinare più persone possibili, ma bisogna farlo anche in fretta per non spostare in breve tempo il problema del contagio verso i più giovani, dove il virus continuerà a circolare, alimentando l’epidemia, anche se con le differenze di gravità clinica proprie dell’età.

La via è quella della informazione consapevole, convincente, argomentata e non paternalistica, perché per giungere a una libera scelta deve esserci una comunicazione scientifica trasparente ed efficace dei dati acquisiti, che sia comprensibile dal cittadino e non sono sufficienti testimonial d’immagine”.

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