Vaccini anti-Covid: valutare la possibilità di richiami annuali

20 Gennaio 2022

Fulvio Zorzut

TRIESTE. Pubblichiamo una valutazione sulla futura strategia vaccinale anti Covid del dottor Fulvio Zorzut, Medico Epidemiologo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva a Trieste, che ipotizza richiami vaccinali annuali.

”Dopo avere introdotto dei vaccini anti Covid efficaci e sicuri, è emerso purtroppo che la durata dell’immunità è limitata nel tempo, circa 5 mesi, obbligando a introdurre una terza dose per rafforzare le difese immunitarie. Questo è assolutamente corretto per la capacità protettiva dei vaccini disponibili nei confronti di tutte le attuali varianti. Il ciclo vaccinale tutela comunque, in caso infezione, dai rischi di quadri clinici rilevanti e dalla necessità di ricoveri, senza incrementare la domanda ospedaliera.

Con la massima prudenza, e per il principio di massima precauzione, bisogna comunque fare una riflessione sulle proposte future di eventuali quarte, quinte dosi, eccetera. Ci sono dei problemi logistici, organizzativi che per vaccinare 40.000.000 di italiani ogni 5 mesi/6 mesi metterebbero sotto grave stress le strutture e il personale dedicati a tali campagne, riproposte a tempi troppo ravvicinati. Non bisogna inoltre dimenticare che circa 5.000.000 di persone non hanno mai fatto neanche una dose di vaccino. La disponibilità e l’adesione della popolazione, di fronte a questa iterazione ripetuta delle dosi vaccinali, andrebbe inevitabilmente a diminuire.

Detto questo non ci si può esimere dal constatare – facendo riferimento ai cicli vaccinali noti (a esempio antitetanica, anti epatite B, anti pertosse anti difterite anti polio anti morbillo eccetera) – che nessun ciclo prevede, né ha mai previsto, la somministrazione ripetuta e continua nel tempo di richiami vaccinali in tempi così ravvicinati. Infatti i calendari sono ben codificati e le dosi limitate e distribuite nel tempo. A esempio, una, due, tre dosi nel giro di mesi e poi eventualmente richiami a distanza di molti anni.

Proporre dosi subentranti ogni 5-6 mesi, senza una prospettiva epidemiologica temporale di conclusione di questa strategia, porta la questione immunitaria in un ambito inedito e inesplorato, tutto da scrivere, sia per quanto riguarda l’effettiva capacità ed efficacia della risposta anticorpale, sia per quanto riguarda il possibile aumento delle reazioni avverse post vacciniche.

La quarta dose del vaccino anti-Covid che Israele ha iniziato a somministrare ormai da qualche settimana, a esempio, garantirebbe una difesa soltanto parziale e limitata contro la variante Omicron. La Pfizer sta provvedendo ad aggiornare il proprio vaccino e sarà pronto a marzo. La speranza è che garantisca una migliore protezione contro il contagio, perché la protezione dal ricovero e dai sintomi gravi è già raggiunta in questo momento.

In sintesi, se richiami dovranno essere, sarà opportuno che siano proposti con una cadenza annuale, sempre per il principio di massima precauzione”.

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