Usa: una seria e puntuale analisi con il prof. Trevisan

15 Gennaio 2021

Filippo Trevisan

PORDENONE. Stretta tra la situazione incerta della fine mandato di Donald Trump e il propagarsi dell’epidemia di Covid-19, l’America si prepara all’avvio della presidenza di Joe Biden: in una Washington D.C. blindata e che teme nuove violenze. Un professore friulano di comunicazione politica aiuterà i corregionali a capire cosa sta succedendo nella guida delle democrazie occidentali poche ore prima del giuramento del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Si svolgerà infatti martedì 19 dicembre alle 18 la puntata speciale di “4 Chiacchiere con…” dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) di Pordenone, con l’intervista a Filippo Trevisan, originario di Codroipo e da 5 anni Oltreoceano, Assistant Professor nella School of Communication e Vice Direttore dell’Institute on Disability and Public Policy (Idpp) all’American University nella capitale statunitense.

L’incontro con il professor Trevisan rientra in una serie di video interviste tutte dedicate alla situazione americana che l’Efasce svolgerà anche il 18 gennaio con Marco Vendrame, musicista in collegamento da Saint Cloud (Minnesota) e il 20 gennaio con Laura Valeri (New York University) dalla Grande Mela.

Intervistato in diretta da Michele Morassut della segreteria Efasce insieme al presidente dell’Ente Gino Gregoris sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo” (visione libera per tutti gli utenti delle rispettive piattaforme), Trevisan racconterà dal centro degli avvenimenti cosa sta succedendo ora, ma anche come si è arrivati a questo punto, ripercorrendo sia gli anni di presidenza Trump che l’ultimo, intenso, 2020, con la corsa alle primarie di Biden e la sfida elettorale tra i due politici. Il tutto senza dimenticare l’attacco al Campidoglio della scorsa settimana, che il professore friulano ha vissuto direttamente essendo la sua università non molto distante sia dal parlamento che dalla Casa Bianca.

“L’attacco al Campidoglio della settimana scorsa è senza precedenti – racconta Trevisan -, un fatto estremamente grave. L’Fbi sta scoprendo ogni giorno nuovi dettagli che hanno messo in luce come alcuni manifestanti intendessero rapire o addirittura aprire il fuoco contro la leadership del partito Democratico e i parlamentari Repubblicani favorevoli a certificare l’elezione di Joe Biden. La situazione in città è ancora molto tesa, in attesa del giuramento del nuovo presidente. È stato dichiarato uno stato di emergenza e la sindaca di Washington D.C. ha raccomandato ai cittadini di tenersi a distanza da obiettivi sensibili per tutta la prossima settimana e chiesto alle strutture ricettive di non ospitare gruppi, dato che la stragrande maggioranza dei dimostranti viene da fuori città. La prossima settimana saranno schierati fino a 15 mila soldati della Guardia Nazionale per evitare disordini e misure straordinarie sono state predisposte nelle capitali di tutti i 50 stati che sono a loro volta obiettivi sensibili”.

Ci sarà anche spazio per un’analisi dei rapporti tra Italia e Usa, sia per quanto riguarda il racconto degli ultimi giorni che delle prospettive di rapporti con la nuova presidenza. “Ho trovato deludente – aggiunge Trevisan – il modo in cui alcuni media italiani hanno riportato l’attacco al Campidoglio, quasi come fosse una carnevalata, concentrandosi su note di costume senza approfondimento. Quasi tutta la squadra di politica estera di Biden è stata precedentemente coinvolta nell’amministrazione Obama e ci sarà quasi sicuramente un ritorno a quel tipo di approccio nei confronti degli alleati, europei e non. L’Italia dovrebbe posizionarsi meglio per sfruttare questa occasione, mentre la risposta del governo Conte all’attacco al Campidoglio della settimana scorsa mi è sembrata troppo tenue”.

I primi 100 giorni della presidenza Biden saranno decisivi: ecco l’opinione che il professore di comunicazione politica condividerà con il pubblico dell’incontro Efasce. “Innanzitutto – sottolinea – ritengo che forse in Italia si sia parlato poco dei risultati finali, ma di fatto quella di Biden è stata una vittoria di buona misura, più ampia di quella di Trump del 2016 non solo a livello nazionale, ma anche in tutti i singoli Stati chiave. Nonostante questo, Biden eredita un Paese più che mai diviso e in gravissima difficoltà, per via della disastrosa gestione dell’emergenza Covid-19 da parte dell’amministrazione Trump. Le due tematiche che lo vedranno da subito impegnato sono il contenimento dell’epidemia, probabilmente cercando un ruolo di primo piano per il governo federale, e una forte spinta per l’occupazione con investimenti pubblici, incrementi del salario minimo, e un ulteriore rafforzamento della riforma sanitaria Obamacare”.

Inevitabile una riflessione sul futuro politico di Trump, anche alla luce delle limitazioni impostegli recentemente dai social network, e del partito Repubblicano. “Per Trump Twitter era tutto – conclude Trevisan -. Gli ha permesso per anni di controllare l’agenda dei media tradizionali e di ammonire, ridicolizzare e in alcuni casi annullare avversari esterni e interni, mobilitando così la sua base. Senza Twitter, Trump rischia di essere quasi completamente ininfluente. Altri prenderanno il suo posto su Twitter, ma dovranno farlo in maniera diversa per evitare di essere estromessi dalla piattaforma. Il partito Repubblicano al momento è in grave difficoltà, dilaniato da disaccordi interni e dall’impossibilità di levarsi di torno l’eredità di Trump”.

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