Una tavola rotonda domani a Trieste sulla “post-verità”

30 Novembre 2019

TRIESTE. Cosa c’è “dopo” la verità? Con questo interrogativo le Giornate di Studio “Giovani Cultura e Istituzioni” VI edizione affronteranno il tema della post-verità, uno dei più scottanti della “era digitale” e dell’informazione “social”, da un’angolatura particolare, trasversale e storico culturale. Se ne discuterà domenica 1° dicembre, dalle 9.30 alle 13.30, in Sala Giubileo (Riva Tre Novembre, 9 Trieste), con una tavola rotonda aperta al pubblico.

Vi parteciperanno Anna Maria Lorusso docente di semiotica dell’Università di Bologna, Nicoletta Vittadini docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica del Sacro Cuore e il filosofo politico Fabio Corigliano, per chiedersi cosa oggi, nell’età della mediazione, possa essere la forma di una verità non distopica, condivisibile tra scienza e valori. L’Oxford Dictionary, bibbia e punto di riferimento della lingua anglosassone (e non solo) ha considerato la formula Post-truth (post-verità appunto) come “parola internazionale dell’anno” per il 2016. Essa indica una situazione in cui i fatti obiettivi sono meno influenti dell’appello alle emozioni e alla convinzioni personali, e nei casi più gravi e diffusi la post-verità è semplicemente non-verità, cioè menzogna. Ma anche questo brutale fenomeno di cancellazione della verità può essere affrontato nelle sue radici cognitive e storiche, da confrontare con i suoi aspetti mediatici.

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