Un pomeriggio d’inverno tra due magie, il pane e l’amore

19 Gennaio 2018

GORIZIA. Riparte Pomeriggi d’inverno al Kulturni Center Bratuž di Gorizia, la Stagione di Teatro di Figura ideata e promossa dal CTA Gorizia, Centro Teatro Animazioni e Figure. Il pane di ieri è buono anche domani – Laboratorio per bambini a cura di Matteo Iordan. Sabato 20 gennaio, prima dello spettacolo alle 15, Matteo del Panificio Iordan, spiegherà ai piccoli partecipanti del laboratorio sul pane, il valore del cibo e come la temperatura esterna, l’umidità dell’aria, il calore del fuoco (e… l’umore del panettiere) cambiano ogni giorno rendendo unico ogni singolo panino lavorato artigianalmente. Matteo guiderà poi i bambini nella preparazione dell’impasto che verrà poi cotto a casa, abbinato alla lievitazione naturale. Il pane di ieri è buono anche domani è un laboratorio sul pane rivolto ai bimbi dai 7 anni (fino a un massimo di 12 partecipanti; prenotazione obbligatoria 0481 537180).

A seguire lo spettacolo che dura il tempo necessario a infornare il pane e cuocerlo. Alle 16.30 il cartellone 2018 apre con “Il giardino delle magie. La storia d’amore di André e Dorine”, per la regia di Roberto Aldorasi e Francesco Niccolini. Una coproduzione Thalassia – Residenza Teatrale di Mesagne Teatri Abitati – Festival Montagne Racconta, Montagne (Tn), vincitrice del Festival di Teatro Ragazzi Festebà, Ferrara. Lo spettacolo è ambientato in un grande giardino pieno di alberi e fiori, dove il vecchio André sta infornando il pane. Il suo orto nasconde meraviglie, e mille trucchi per far tornare il sorriso… È sporco di farina e sorride.

Un bambino lo guarda. Il suo nome è Nicolas. Sono vicini di casa, André e Nicolas, una vecchia casa di pietra con il tetto spiovente per la neve. André è il migliore amico di Nicolas. Da grande vorrebbe essere esattamente come lui, vecchio e sorridente. André vive con Dorine. Si amano e vivono insieme da una vita. A casa di Nicolas invece sembra che la felicità sia volata via e il giardino di André è il suo rifugio, ci passerebbe un sacco di tempo perché il pane, burro e marmellata che prepara André è buonissimo, perché l’orto di André nasconde meraviglie, perché in quel giardino il silenzio è pieno di vento e porta i ricordi di una lunga storia d’amore, perché anche se Dorine è molto malata, in quel giardino regna la pace e André è un mago che conosce mille trucchi per far tornare il sorriso.

André e Dorine sono due personaggi esistiti realmente. Lui era André Gorz, lei Dorine Kahn, sua moglie. Lui è stato uno dei massimi rappresentanti della cultura parigina: braccio destro di Jean-Paul Sartre, giornalista economico de “l’Express”, scrittore, massimo esponente del marxismo esistenzialista prima e poi del neonato movimento ecologista, uno dei padri di quello che poi si sarebbe chiamato movimento per la decrescita felice. Quando sua moglie Dorine si ammala di una grave malattia, abbandona Parigi: i due passano gli ultimi decenni della loro vita in campagna, piantando alberi e curando il loro amore. Da questo giardino lui scrive e pubblica “Lettera a D.”, un piccolo libro che diventerà una delle più belle lettere d’amore di tutti i tempi. Dopo 58 anni di matrimonio, quando capiscono che per Dorine non c’è più nulla da fare, si tolgono la vita insieme, nel 2007. O forse si fanno solo dono di un’altra vita ancora. Un’altra vita insieme. Ma questo Nicolas non lo saprà mai.

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