Un libro per i 50 anni della Fondazione de Claricini

1 Marzo 2022

I giardini della villa

MOIMACCO. Arrivarono da Bologna sul finire del XIII secolo e si insediarono a Cividale mantenendo interessi e possedimenti in tutta la regione: sono i de Claricini Dornapcher, nobile famiglia la cui storia si intreccia in modo indissolubile a quella del Friuli. Una storia fatta di cultura, potere, prestigio che ancora si respirano nella villa seicentesca incastonata nel piccolo borgo di Bottenicco di Moimacco che fu la residenza estiva della famiglia anche dopo il trasferimento di questa a Padova, con la caduta della Serenissima. Situata alle porte di Cividale, dal 1971 la dimora è sede della Fondazione de Claricini Dornpacher, costituitasi 50 anni fa con l’obiettivo di diffondere e promuovere la cultura sul territorio.

Le storie dei de Claricini Dornpacher narrate anche attraverso inedite fonti archivistiche e documentali sono state finalmente raccolte in un volume, edito da Forum, Editrice Universitaria Udinese, dal titolo I de Claricini Dornpacher in Friuli, che sarà presentato a Bottenicco venerdì 4 marzo alle 17.30. Un libro fortemente voluto dalla Fondazione de Claricini Dornapcher e curato dal suo presidente, Oldino Cernoia, dalla storica e archivista Liliana Cargnelutti e da Andrea Zannini, professore ordinario di Storia Moderna al dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’Università di Udine.

“Questo volume – spiega -, che propone undici interventi di altrettanti specialisti di storia dell’arte, storia medievale e moderna, vuole rendere conto delle complesse vicende della famiglia in diversi ambiti: economico, architettonico, culturale. Una storia che si allarga fino a coinvolgere, da Cividale, tutto il Friuli, e che nel corso dei suoi sette secoli arriva a toccare da vicino anche la città di Gorizia dove un ramo della famiglia si stabilì ed ebbe possedimenti nelle vicine contee. Un aspetto, questo, che approfondiremo in occasione delle iniziative che ci vedono coinvolti nel progetto Gorizia capitale europea della cultura 2025”.

Le pertinenze nel 1776

Particolare cura è riservata, nel volume, alle origini della famiglia. Grazie all’impegno politico e alle unioni matrimoniali con importanti casate friulane, i Claricini acquisirono potere e ricchezza fino ad ottenere nel 1368 l’investitura di beni feudali da parte dell’imperatore Carlo IV. Nel 1418 un’altra investitura imperiale accordò loro l’onore di aggiungere al cognome il predicato di Dornpacher, casa austriaca estinta. Le attività politiche e culturali furono sempre tenute in grande pregio dalla famiglia. Uno dei suoi più illustri esponenti, Nicolò Claricini, nel 1466 trascrisse in latino la Divina Commedia, dotando così il suo casato di uno dei più antichi codici danteschi friulani, il codex Claricinensis. Ampio spazio è anche dedicato alle peculiarità architettoniche e artistiche della villa di Bottenicco, che grazie a una serie di testimonianze scritte si fa risalire al 1670.

Durante la presentazione del libro porteranno i saluti l’Assessore regionale Barbara Zilli, il Presidente della Fondazione Oldino Cernoia, la Sindaca di Cividale Daniela Bernardi e il Sindaco di Moimacco, Enrico Basaldella. Interventi di Cesare Scalon, Presidente dell’Istituto Pio Paschini; Caterina Furlan, Presidente della Fondazione Ado Furlan; Andrea Zannini, docente dell’Università di Udine. Modera Omar Monestier, Direttore del Messaggero Veneto e Il Piccolo.

L’ingresso è aperto al pubblico previa prenotazione all’indirizzo visit.declaricini.it oppure telefonando al numero 0432 733234.

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