Un film su Carlo Levi in tre sale d’essai del Fvg

28 Settembre 2021

UDINE. “Lucus a Lucendo, a proposito di Carlo Levi”, un film di Enrico Masi e Alessandra Lancellotti ha iniziato da Bologna il tour nelle sale d’essai di tutta Italia. Dopo Milano, Bergamo e Brescia, la presentazione arriverà in Fvg. Le tappe previste: Pordenone (Cinemazero alle 21) e Udine (Cinema Visionario alle 20) il 30 settembre; Trieste (Cinema Ariston alle 18) il 1° ottobre.

La pellicola incontra le diverse traiettorie di vita, di tempo e di espressione artistica di uno degli intellettuali più influenti del Novecento europeo. Carlo Levi, un uomo che ha contribuito alla complessa storia d’Italia tra il fascismo e il dopoguerra. Scrittore mondialmente noto per il capolavoro Cristo si è fermato a Eboli (da cui anche la trasposizione filmica di Francesco Rosi del 1979) è stato il propulsore di un lascito etico e politico lucido, ispirante, sorprendentemente attuale. Scrittore, pittore, medico, uomo politico per passione condannato al confino per antifascismo, antropologo e poeta per vocazione. Il film interroga queste diverse tensioni, e un florilegio di temi leviani per niente superati, e urgenti: il significato della libertà, l’idolatria del potere, le retoriche della propaganda. E la stupenda scoperta dell’altro, la sua antropologia nel Mezzogiorno dei poveri, dei contadini, delle classi subalterne. Che significò per lui e per la nostra cultura una straordinaria scoperta di sé. Un fuoco di pensiero critico e di umanità.

Non un documentario biografico, ma un viaggio alla scoperta delle realtà attuali descritte da Levi nel suo percorso, con una voce chiaroveggente e resistente al tempo. Una figura tanto unica da poter incorporare due anime che oggi pare inconcepibile accostare: l’uomo politico e il poeta. Protagonista del film è Stefano Levi Della Torre, pittore e nipote dell’intellettuale torinese, che a distanza di due generazioni intraprende una ricerca che lo porta tra la Liguria, il Piemonte, Milano, Firenze, Roma, la Lucania, la Bretagna e Parigi. Ad accompagnarlo, uno dei più importanti studiosi e intellettuali italiani, Carlo Ginzburg, e Alessandra Lancellotti, regista e personaggio in campo, che incarna un nuovo discepolo, ruolo che Stefano aveva ricoperto con lo zio. E scorrono le immagini di ieri e di oggi della Lucania, rivelata nel Cristo. Quel territorio di cui Carlo Levi ricordava il passato boschivo con l’espressione lucus a non lucendo (bosco della non luce). Quel paesaggio oscuro conosciuto durante il suo confino.

Il film segna l’esordio alla regia di Alessandra Lancellotti, architetto lucano. Ed è la nuova regia di Enrico Masi, regista già presente nel panorama del documentario italiano.

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