Un film di Greta Garbo apre le Giornate del cinema muto

30 Settembre 2016

mysterious_lady_05-mysterious-lady-nibloPORDENONE. Greta Garbo inaugura sabato 1 ottobre alle 20.30 al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone, la 35.ma edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone (1-8 ottobre 2016) con il film The Mysterious Lady, 1928, di Fred Niblo, alla seconda collaborazione con la Divina. L’attrice è da poco arrivata a Hollywood ma, soprattutto dopo il grande successo di Anna Karenina, si è imposta come star assoluta. Era nata 23 anni prima in Svezia, famiglia modesta, carattere malinconico e solitario, ma grande determinazione e forza di volontà. Fin dagli esordi impone il suo stile e la sua personalità, ambigua, misteriosa e sensuale. Sul set è inavvicinabile e nulla trapela ufficialmente sulla sua vita privata. La sua carriera artistica è folgorante, la sua fama universale. Non può accettare il minimo insuccesso e quando arriva un primo segnale di crisi, semplicemente decide di smettere, a soli 38 anni. La leggenda non ammette il declino, deve essere sempre al massimo. Da allora scompare. Nessuna intervista, nessuna foto (solo rubate), nessuna mondanità. Garbo è stata ugualmente diva nel muto e nel sonoro, icona sempre di glamour ed eleganza.

nice_02-aproposdeniceE The Mysterious Lady, nel quale interpreta uno dei suoi ruoli preferiti, quello di spia, segna un passaggio fondamentale nella costruzione della sua immagine, da algida e ieratica, a vitale e di grande sensualità. Il film viene presentato con la partitura originale del 1988 di Carl Davis, che dirigerà anche l’Orchestra San Marco di Pordenone composta da ben 59 musicisti, il numero più alto mai impiegato nelle Giornate. The Mysterious Lady è preceduto dal documentario À propos de Nice di Jean Vigo, che il direttore delle Giornate Jay Weissberg, ha voluto nel programma in segno di solidarietà con la città di Nizza, teatro recentemente di un sanguinoso atto terroristico.

whosÈ della Pathè americana l’idea di avviare una produzione seriale di film e il successo arriva con Who’s Guilty?, che si basa sull’idea di portare sullo schermo le vittime di crimini (familiari, sociali o istituzionali) e far raccontare da loro stessi i particolari delle loro storie dolorose. Girati in tempi molto veloci tra il febbraio e il luglio del 1916, gli episodi della serie furono programmati “in corsa” a partire dal maggio dello stesso anno e vennero accolti molto favorevolmente dalla critica e dal pubblico. Anche all’estero e in particolare nell’Unione Sovietica che vedeva nella descrizione di una società corrotta e ingiusta un’ottima arma di propaganda anticapitalista. Ed è proprio dalle collezioni del Gosfilmofond di Mosca che provengono gli episodi (ne sono stati ritrovati 7 completi e 3 incompleti su un totale di 14) presentati a Pordenone in prima mondiale, tutti i giorni in apertura di programma. Con l’eccezione di sabato 1 ottobre, quando ci sarà anche la proiezione di The Tight Rein in chiusura di serata, dopo l’evento speciale The Mysterious Lady. Appropriata collocazione per l’unico film della serie ad aver avuto problemi di censura in quanto conteneva alcuni accenni sessuali.

Nel primo giorno di festival, alle 14.30 inizia anche la rassegna sul cinema muto polacco con documentari e il melodramma Gente senza domani di Aleksander Hertz, del 1919, basato su un fatto di cronaca che molto aveva colpito l’opinione pubblica di quel paese, ispirando romanzi e film, e cioè l’assassinio dell’attrice Maria Wisnowska ad opera del suo amante, l’ufficiale russo Aleksandr Bartemiew, avvenuto in circostanze mai del tutto chiarite. Il cinema attinge fin dalle sue origini alla letteratura, e, ricorrendo quest’anno i 400 anni della morte di William Shakespeare, le Giornate propongono, sempre sabato dalle 17.30, tre trasposizioni cinematografiche prodotte dalla Film d’Arte Italiana. Lo scopo era di conquistare un pubblico più colto e borghese di quello popolare che aveva decretato il successo del cinematografo alla sua prima apparizione. Interessante è l’uso degli esterni nelle riprese e l’impiego di importanti attori teatrali, come Ermete Novelli, protagonista di Il mercante di Venezia e del Re Lear, entrambi con la regia di Gerolamo Lo Savio.

La sezione “Il canone rivisitato” propone alle 16.15 una delle prime opere di Georg Wilhelm Pabst (aveva già girato però un film con Greta Garbo), I misteri di un’anima, del 1926, che ha per tema la psicanalisi e l’interpretazione dei sogni. Invano Pabst chiese per la realizzazione del film la consulenza scientifica di Sigmund Freud, che rifiutò. Accettarono invece due suoi allievi, Karl Abraham e Hanns Sachs.

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