Ultimi giorni per visitare la mostra Animi a Tarcento

23 Maggio 2019

TARCENTO. Ultimo week-end per visitare la mostra Animi a Palazzo Frangipane di Tarcento. Questi gli orari: venerdi 24 maggio dalle 17 alle 19:30, sabato 25 e domenica 26 dalle 10 alle 12:30 e dalle 17 alle 19:30. Grande successo e grande affluenza di visitatori per l’esposizione delle sculture di Rita Covasso e delle pitture di Cilidea Rottaro. A partire dal giorno dell’inaugurazione quando più di 150 persone hanno partecipato alla presentazione a cura dell’amministrazione comunale di Tarcento e di Buja, di Mirella Comino e dell’amico Stefano Gubiani. Le emozioni sono state le protagoniste della serata, meraviglia e stupore davanti ai racconti artistici che le due protagoniste hanno proposto al pubblico.

Il manifesto della mostra, disegnato dalla grafica Stefania Gallina già racconta, attraverso l’intrecciarsi di due linee curve, nel rosso e nel magenta, l’incontro di due personalità femminili distinte, animate da passioni e sentimenti interiori in movimento.

Cilidea Rottaro

Così interpreta il linguaggio delle due artiste e ne racconta le origini Mirella Comino: “E’ opportuno ricordare, in premessa, che sono comuni le radici culturali delle due artiste, provenienti entrambe da Buja, cioè da un ambiente che ha dato molto alle arti plastiche in generale e del Friuli in particolare. Questo è già un elemento unificante perché, respirata dalla nascita, la percezione degli elementi culturali disponibili sul territorio ha sicuramente creato nelle due artiste l’abitudine a cercare un confronto tra le proprie personali potenzialità espressive e i modelli di quella che Gianfranco Ellero chiama “Bujesità culturale”.

Sia Covasso che Rottaro hanno stabilito un dialogo costruito attraverso scambi e ragionamenti, ma soprattutto attraverso un’amicizia che ha avuto come luogo di partenza la frequentazione dello studio dell’artista Giuseppe Bernardinelli. Oltre ad avere percorso un tratto di strada comune, un’altra scelta comune che traspare nelle opere esposte è senz’altro quella di una costante prossimità al linguaggio figurativo.

Cilidea Rottaro, sotto l’aspetto artistico, proviene innanzitutto da un grande lavoro di autoformazione, supportata sì da studi ed approfondimenti, ma fondamentalmente motivata da una istintiva necessità di esprimersi e di liberare le proprie energie interiori attraverso il colore. Ed è il colore il protagonista dei suoi dipinti. Il colore, in tutte le sue varianti, che comprendono anche le tonalità basiche del nero e del bianco con le loro sfumature, è il punto di partenza da cui emergono e si definiscono le figure dei suoi quadri: figure umane nella prima stanza, nature morte nell’ultima, scimmie nella stanza di mezzo, interpretate con singolare ironia come a ricordarci provocatoriamente le nostre origini più remote, dalle quali tutti veniamo alla luce uscendo dalla notte dei tempi con difetti e virtù.

Rita Covasso

Rita Covasso proviene dalla grafica, settore in cui ha conseguito la maturità artistica all’Istituto Sello di Udine. Ha quindi elaborato per anni una esperienza sempre rientrante nella sfera artistica, ma completamente diversa dalla scelta iniziale: ha infatti studiato, tenuto concerti ed insegnato per anni chitarra classica. Tornata dopo molto tempo alle arti plastiche, ha continuato a perfezionare la propria scelta con diversi insegnanti e all’interno di Associazioni artistiche. Si è trattato comunque di esperienze di base che hanno lasciato il segno: non a caso la prima caratteristica che risalta nelle sue opere è l’attenzione dedicata alla forma, definita accuratamente da un disegno dalle linee pulite, energiche, proiettate alla ricerca dell’armonia compositiva sia nell’immagine a tutto tondo, sia nella medaglia.

Il colore è un accessorio, utile sì a ravvivare il soggetto, che però esprime la sua vera forza vitale nelle posture, secondo linee di forza che valorizzano l’identità dei protagonisti delle sue opere: basta osservare, ad esempio, l’energia che si percepisce nelle figure dei cavalli, l’eleganza delle figure femminili, la ricerca di verticalità delle installazioni, che si elevano verso l’alto come a cercare un cielo capace di accompagnare nelle difficoltà quotidiane i temi che trattano, ad esempio l’inquinamento dei mari raffigurato nell’opera collocata nell’atrio. La medaglia poi, realizzata in scala 1 a 1 senza riduzioni pantografiche, richiede una straordinaria capacità di sintesi, nonché finezza di segno e precisone esecutiva. Sintesi e rigore sono indubbiamente qualità che nella grafica e nella musica risultano fondamentali per lanciare il messaggio per il quale sono state create.

“Si può ben dire che è una mostra che non tradisce le promesse del titolo: vi troviamo il messaggio di due ‘animi’ complementari, che dalle loro diversità hanno saputo costruire relazioni di collaborazione e di amicizia, ma anche creare opere capaci di offrire ai noi visitatori risposte estetiche che sanno arrivare al cuore di tutti i visitatori” conclude Mirella Comino.

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