Turismo e cultura, le aziende pronte armate di speranza

21 Aprile 2022

Serena Mizzan

TRIESTE. In una ipotetica classifica dei settori più danneggiati dalla pandemia, tra i primi posti, purtroppo, bisognerebbe segnalare il comparto culturale e turistico. Infatti, nel 2020 il settore cultura ha perso il 35 per cento dei ricavi e il 44 per cento del fatturato, mentre quello del turismo ha lasciato sul campo il 29 per cento dei ricavi e il 32 per cento del fatturato. Lo ha sottolineato Serena Mizzan, presidente (confermata) della Federazione Cultura Turismo Sport di Confcooperative Fvg nel corso dell’Assemblea del settore, tenutasi a Trieste, che raggruppa 67 imprese con 6.288 soci. I ricavi complessivi superano i 18,4 milioni di euro contribuendo a creare 4.705 posti di lavoro.

Un pacchetto economico consolidato e ben inserito nel Cluster regionale Cultura e Creatività Fvg, presentato dal suo direttore, Sergio Calò, che ne ha sottolineato la composizione con oltre 5.000 aziende impegnate, per 31.000 occupati e 1.849 milioni di euro di fatturato (indotto escluso). «Nel corso della pandemia, ci siamo fermati e siamo ripartiti più volte – ha detto Mizzan -. Ora speriamo sia la volta buona. Le nostre cooperative sono pronte a offrire servizi agli utenti in piena sicurezza, con ottimismo e voglia di affrontare il cambiamento e l’innovazione che i tempi richiedono, anche riprendendo a sperimentare e investire».

Dopo i saluti del presidente regionale di Confcooperative, Daniele Castagnaviz, all’Assemblea hanno portato il loro contributo anche: Matteo Spadoni, studioso di Experience Economy; Fabio Millevoi, direttore di Ance Fvg e Futurista; Irene Bongiovanni, presidente nazionale della Federazione Cultura Turismo Sport, di Confcooperative.

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