Trieste città amica: con più colori secondo gli studenti

12 Novembre 2018

TRIESTE. “Vanno riscoperti e valorizzati il ruolo e la funzione pedagogica dei musei, che devono diventare sempre di più luoghi aperti e inclusivi, capaci di interagire con le istituzioni e la società”. Lo ha detto la direttrice del parco e museo storico del castello di Miramare, Andreina Contessa, intervenuta alla presentazione, avvenuta nella sala dei Gabbiani, della pubblicazione relativa al progetto “Insieme verso una città amica”. Il progetto, a cura del Gruppo Immagine, è stato realizzato grazie al contributo della Regione e al supporto dell’Unicef Trieste. Il museo di Miramare sarà partner ufficiale del progetto 2018/2019 che ha ottenuto i finanziamenti per proseguire.

Nell’iniziativa, impostata sulla metodologia progettuale di Bruno Munari, sono state coinvolte diverse scuole con l’ISIS Carducci Dante di Trieste a fare da capofila (a Trieste, IC Dante, via Commerciale, Divisione Julia, Valmaura. A Udine, IC Mortegliano e Scuola d’Infanzia Casa dei bambini Montessori). Con l’intento di idealizzare alcuni luoghi e contesti urbani a Trieste, con estrema creatività i ragazzi delle scuole li hanno rielaborati riempiendoli di colori e trasformando palazzi e angoli cittadini in opere d’arte “pop”. I percorsi cittadini seguiti dagli oltre 200 ragazzi coinvolti sono stati diversi, dal Faro della Lanterna al Salone degli Incanti, da piazza dell’Unità a al Teatro Verdi, dal Canal Grande a piazza Sant’Antonio, viale xx Settembre, via Carducci, via Ghega.

Il risultato è stato pubblicato nel volume presentato a Miramare (un’altra parte del progetto relativa alla produzione di cortometraggi era stata proposta invece al teatro Miela lo scorso maggio), “volendo essere anche uno spunto per le istituzioni – ha detto il presidente dell’Associazione Gruppo Immagine di Trieste, Maurizio Fanni – per ripensare alcuni spazi urbani, anche elegantemente monotoni, usando elementi giocosi e colorati che desterebbero allegria e curiosità”. La città, interpretata quindi come un museo aperto e diffuso caratterizzato da un’ampia geografia di contenuti materiali e immateriali diventa quindi “un insieme articolato, vivo e tonificante che va aldilà del quotidiano che spesso smorza le passioni”, ha aggiunto Ferruccio But, vicepresidente del Gruppo Immagine.

Nella prossima edizione del progetto protagoniste saranno le piazze, anche quelle di Miramare: nel parco, davanti all’entrata del castello, nel parterre. Verranno “esplorate” dagli studenti in marzo e l’esito creativo potrebbe essere un’installazione temporanea da esporre nel piazzale del castello. “Il museo di Miramare – ha concluso la direttrice Contessa lodando l’originale e creativo uso dell’arte della memoria che rappresenta il plus del progetto – è aperto al dialogo con i giovani e la città, vuole diventare un luogo dove i triestini vengono e ritornano molte volte. Per questo, la manutenzione continua cui è sottoposto negli ultimi mesi lo assimilano a una scuola, dove il lavoro quotidiano che si fa non è eclatante ma permanente, lascia il segno sul domani”.

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