Tra Swing e Musica sacra a Fagagna e a Sesto al Reghena

14 Ottobre 2020

Roberto Caberlotto

Gilberto Meneghin

FAGAGNA. Dopo Matera, l’Accordion Fadies Festival – promosso da Associazione Fadiesis col sostegno della Regione e Comune di Pordenone – prende il via nella sua terra d’origine a ritmo di swing con il Gorni Kramer Quartet (Sebastiano Zorza fisarmonica, Marko Feri chitarra, Aleksandar Paunović basso; Giorgio Fritsch percussioni ), venerdì 16 ottobre nel Castello di Villalta a Fagagna. L’ingresso è libero (ore 20 ingresso con procedure antiCovid, concerto alle 20.45) previa prenotazione scrivendo a lesvilanes@gmail.com o telefonando allo 340 6819389.

Gorni Kramer Quartet

Corocastel

Swing all around è uno spettacolo raffinato e coinvolgente: un viaggio, lievemente vintage, vivificato da naturali sensibilità balcaniche, dove si celebra l’incontro tra il jazz americano esploso in Italia nel secondo dopoguerra e la nostra tradizione melodica. Si parte dalla rilettura di brani di Gorni Kramer, per trascinare il pubblico con ritmi irresistibili nell’età d’oro dello swing, sia italiano che francese, fino alle affascinanti atmosfere musicali del Brasile. Un omaggio al mitico Gorni Kramer: fisarmonicista, polistrumentista, direttore d’orchestra, prolifico compositore, straordinario uomo di spettacolo, che ha fatto la storia della musica e della televisione italiana. Il tutto condotto dall’affiatato quartetto con eleganza, tecnica impeccabile e virtuosismo.

Sabato 17 ottobre alle 20.45 (con ingresso alle 20 e prenotazione obbligatoria allo 0434 43693) il festival si sposta nell’Abbazia di Santa Maria in Silvis di Sesto al Reghena per il tradizionale appuntamento col Mantice Sacro. Il programma, ispirato alla fine del Patriarcato d’Aquileia (1420) ed eseguito dal Corocastel di Conegliano, approfondirà i canti della memoria seguendo un percorso tra canto patriarchino e villotta, tra sacro e profano, accompagnato nella sua tappa popolare dalla “moderna” fisarmonica suonata da Roberto Caberlotto e Gilberto Meneghin. Il 1420 segnò e aprì la porta a numerose contaminazioni: culturali, artistiche, musicali. Emblematica in questo contesto è la villotta friulana: una forma di poesia-musica-danza che ha accolto nuove sfumature linguistiche, culturali, stilistiche, psicologiche, mostrando tra le sue pieghe la spiritualità e i valori di una terra in mutazione, sospesa tra due mondi.

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