Torviscosa nel 1943: gli scatti del fotografo del Führer

18 Settembre 2020

TORVISCOSA. Un imponente archivio di storia contemporanea è quello che Hanns-Peter Frentz sta mettendo online: sono oltre 20 mila fotografie a colori, scattate tra il 1939 e il 1945 da suo padre Walter Frentz, fotografo e cameraman ufficiale del Terzo Reich. Le immagini della Walter Frentz Collection si riferiscono a varie località dell’Europa continentale coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale e inoltre ai vari personaggi del Reich o ad esso vicini, compreso Mussolini.

Walter Frentz si dedica completamente a cinema e fotografia a partire dal 1936, quando viene ingaggiato da Leni Riefenstahl per il film Olympia girato in occasione dei Giochi olimpici di Berlino. Dal 1939 è al servizio del Reich come cameraman personale del Führer, ma continua a coltivare la sua prima passione, la fotografia. Inviato in decine di missioni, finisce per costituire una straordinaria collezione fotografica, oggi di proprietà del figlio che si sta occupando del suo riordino e catalogazione. Molte immagini si riferiscono alle località delle zone italiane controllate e amministrate dalla Germania dopo l’8 settembre 1943: Trieste, Udine, Gorizia, Fiume, Pola, Belluno, Merano, Bolzano e inoltre Venezia, Verona, Vicenza e altre ancora. Al riordino di questa parte della collezione si sta dedicando anche il prof. Carlo Gentile, storico italiano docente all’Università di Colonia.

I negativi mostrano inevitabilmente i segni del tempo e necessiterebbero perciò di un restauro digitale. Le prime immagini “italiane” a essere state oggetto di restauro riguardano Torviscosa, sede all’epoca dello stabilimento industriale Saiici, che la Snia Viscosa costruì nel 1938 con l’obiettivo di produrre cellulosa “autarchica”, a partire cioè da materie prime nazionali. Hanns-Peter Frentz ha concesso all’Associazione Pro Torviscosa l’utilizzo delle immagini dedicate al paese per la realizzazione di una mostra fotografica (Torviscosa, 1943 – dal 19 settembre all’11 ottobre 2020). A causa del Covid, la prevista conferenza storico – scientifica che doveva introdurre l’esposizione è stata purtroppo rimandata al 2021.

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