ThyssenKrupp: quel dramma diventa spettacolo teatrale

5 Dicembre 2016

MONFALCONE. La stagione di prosa del Teatro Comunale di Monfalcone prosegue, mercoledì 7 dicembre alle 20.45, con lo spettacolo Acciaio liquido, primo appuntamento della rassegna “contrAZIONI – nuovi percorsi scenici”, dedicata alla drammaturgia contemporanea e alla scena emergente.

acciaio-liquido_corpiScritto da Marco Di Stefano – giovane autore diplomato in drammaturgia alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” e vincitore nel 2007 del premio ETI – Nuove Sensibilità – e diretto da Lara Franceschetti – attrice e regista formatasi al Gitis di Mosca, l’Università russa di Arti Teatrali, sotto la guida di Jurij Alschitz – lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Spazio Verticale di Milano, in collaborazione con CGIL – Camera del Lavoro Metropolitana di Milano. In scena Federica Armilis, Angelo Colombo, Andrea Corsi, Paolo Garghentino, Giovanni Longhin, Francesco Meola, Claudio Migliavacca e Giuseppe Russo.

Acciaio liquido racconta il dramma che, nel dicembre del 2007, tocca nel profondo l’Italia intera, quando in un’acciaieria torinese perdono la vita in un incendio sette operai: il rogo della ThyssenKrupp, la notte fra il 5 e il 6 dicembre. Un incidente figlio del profitto a ogni costo, di una burocrazia inutile, di leggi sulla sicurezza spesso ignorate. Sei dirigenti vengono processati e condannati al massimo della pena. Il gruppo siderurgico offre una cifra da capogiro per evitare che le famiglie delle vittime si costituiscano parte civile e ottenere, grazie all’accordo, uno sconto di pena. Ma il tentativo della multinazionale di uscire al riparo dall’opinione pubblica fallisce miseramente.

Nel segno del migliore teatro civile, lo spettacolo mette in scena le storie e le fragilità di operai, dirigenti e parenti delle vittime, restituiti in tutta la loro umana complessità, senza mai prestare il fianco a retorica e ideologia. Evoca la vita quotidiana dentro una multinazionale e ci mostra due schieramenti contrapposti – i colletti bianchi e le tute blu – diversi dall’immagine compatta di “classe” cui siamo abituati. Raccontando una storia di solitudine e abbandono, tratteggia la nostra società, una società in cui lavorare può significare morire.

I formidabili attori, abilmente diretti e amalgamati da Lara Franceschetti, si destreggiano fra i toni algidi e performativi degli spregiudicati ambienti dirigenziali, animati dalla logica del profitto, e quelli apparentemente più prosaici degli operai bloccati a inizio turno nella fabbrica, fino a quelli dei familiari, che ne piangono la perdita e chiedono giustizia. A caratterizzare l’impianto registico anche le azioni corali, quasi coreografate, di grande impatto scenico. Ne risulta uno spettacolo di forte e dolorosa tensione emotiva sulla verità (inafferrabile, mai univoca) e sulla giustizia, con momenti di straziante bellezza (come la ribellione di una giovane vedova, che reclama il nome del marito per il figlio appena nato e si scontra con l’ottusità della burocrazia).

Un messaggio forte chiude lo spettacolo, perché il mondo veda. Quattordici vite spezzate: sette morti, sette ancora vivi ma segnati per sempre per non avere avuto il coraggio di dire no. Per queste vite interrotte non c’è più tempo, per chi guarda sì.

Nell’ambito della rassegna “Dietro le quinte”, alle 20.00 al Bar del Teatro, avrà luogo una breve presentazione dello spettacolo. Biglietti in vendita presso: Biglietteria del Teatro, Biblioteca Comunale di Monfalcone, ERT di Udine, prevendite Vivaticket e on line su www.vivaticket.it; la Biglietteria del Teatro accetta prenotazioni telefoniche (0481 494 664).

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