Il terremoto del ’76 nelle foto di Riccardo Viola in Abbazia

21 Settembre 2016

MANZANO. Nell’ambito delle celebrazioni per il quarantennale del terremoto, la Società Filologica Friulana e la Fondazione Abbazia di Rosazzo promuovono la mostra fotografica dal titolo Friûl ferît – Il terremoto del 1976 nelle fotografie di Riccardo Viola. La mostra verrà inaugurata venerdì 23 settembre alle 19 nella sala della Palma dell’Abbazia di Rosazzo con presentazione del catalogo Alla ricerca dell’arte ferita, curato da Gianfranco Ellero. In quel mese di maggio del ’76, subito dopo la tragedia immensa del terremoto, la Società Filologica Friulana, prima fra le istituzioni regionali, decise di promuovere un’azione per la ricognizione del patrimonio artistico e culturale che il terremoto aveva così orrendamente devastato.

Il catalogo della mostra

Il catalogo della mostra

Fu proprio l’intuizione di Luigi Ciceri e di Giuseppe Bergamini a dare avvio alla prima campagna fotografica delle località più colpite. Fra le macerie già pervase dall’odore della morte di uomini e animali, era giusto lottare con tutte le energie per salvare il più alto numero possibile di vite umane, ma altrettanto necessario e provvidenziale risuonò l’appello per la salvezza dei beni artistici e storici. Nacque così la prima indagine mirata sui danni subiti dal patrimonio artistico friulano, con esiti di altissimo pathos e di raffinata figurazione, degni di esposizione e di memoria nel quarantesimo anniversario della grande tragedia friulana.

Queste immagini, a testimonianza del dolore di un popolo, sono quelle di un giovane Riccardo Viola, grande amico e collaboratore della Società Filologica, recentemente scomparso. Munito dei permessi necessari per poter visitare siti vietati e transennati, si sottopose alla vaccinazione antitifica e iniziò a viaggiare fra i luoghi del dolore. Le immagini di Viola, in drammatica sequenza, documentano la gravità delle ferite inflitte dal sisma al nostro patrimonio artistico e storico; e se paragonate all’attualità, nel quarantesimo della tragedia ci permettono di apprezzare ancora di più la ricostruzione secondo il “Modello Friuli”: se il Friuli mirabilmente ricostruito conserva ancora la fisionomia del passato, dobbiamo ringraziare anche coloro che subito si preoccuparono della salvezza dei tratti più significativi della civiltà locale.

L’esposizione è stata organizzata in collaborazione con la Regione, l’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, il CRAF di Spilimbergo e lo studio Foto Viola di Mortegliano, con il patrocinio del comune di Manzano. La mostra rimarrà aperta ogni venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 fino al 30 ottobre, negli spazi espositivi dell’ex Tribunale, all’Abbazia di Rosazzo. Ingresso libero.

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