Noi, terre in moto: è la festa del/per il volontariato

25 Maggio 2016

TOLMEZZO. Una festa del volontariato e per il volontariato, 6^ edizione per “CjargnAlive” che quest’anno ricorda il sisma che 40 anni fa colpì il Friuli. Il tema guida “Noi, terre in moto” è promosso dal tavolo di lavoro coordinato dal Servizio Sociale dei Comuni della Carnia e vede partecipare numerose associazioni di volontariato carniche e diversi educatori della Cooperativa sociale Itaca che operano in diversi servizi del territorio. Previsti laboratori, giochi e musica, si parte venerdì 27 maggio alle 20.30 al Teatro Don Bosco con la rappresentazione teatrale “Sofia e il Gigante”; domenica 29 maggio dalle 14 al parco giochi di via Janesi apertura laboratori; dalle 17.30 musica live in piazzale Vittorio Veneto con l’Orchestra di chitarre della Sezione musicale dell’Istituto comprensivo di Tolmezzo, Percussionando a Scuola, Planetarium Orkestra, Mordechai, Tahita, Holaf Bergher, Incanti Erranti e Renzo Stefanutti. E poi ancora giovedì 2 giugno alle 17 nella sala Cussigh di Palazzo Frisacco, apertura della mostra artistico/fotografica “Terre/e/Moto”, domenica 5 giugno alle 20 al PalaZeje, Comunità di Rinascita, “Dalle terre in moto ai volontari in moto”. Ampio il partenariato coinvolto dall’Aas n.3 Alto Friuli, Collinare, Medio Friuli – Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito Distrettuale Carnia, Cooperativa sociale Itaca, Centro servizi volontariato Fvg, Musicarnia, Euritmica e Comune di Tolmezzo.

1“Per ricordare il 40° anniversario del terremoto in Friuli, con la sua fortissima memoria di momento di solidarietà profonda e viva per il nostro popolo, CjargnAlive ha scelto di interrogarsi sul “noi” e sulla duplice natura del terremoto. Distruzione ma anche scossa, nel suo aspetto energetico, azione della terra che spariglia le carte e le vite delle persone ma che nel dramma e nella difficoltà costringe a ripensarsi, a cambiare, a mettere un punto di domanda, a porsi in cammino, ad essere terre in moto, dentro di sé e nelle proprie comunità”. “Terremoto che ha generato, allora, il movimento di chi è venuto ad aiutare noi – proseguono da CjargnAlive -. Terremoto che si genera ogni giorno nella nostra capacità di rispondere a chi ci chiede aiuto, a quelle terre in moto che giungono fino a noi, ci danno la scossa perché minano le nostre certezze, valicano confini (territoriali e umani), ci interrogano da vicino, ci mettono di fronte alle nostre incongruenze e alla nostra umanità”.

Ecco che Cjargnalive è la necessità di costruire ponti: i primi a cadere in un terremoto ma i primi da ricostruire per far uscire dall’isolamento e dalla solitudine. Cjargnalive è l’incontro di persone di età e con capacità diversissime, che affondano le radici della propria vita in idee, tempi e luoghi talvolta anche significativamente distanti, ma che credono alla possibilità di affiancarsi per fare assieme qualcosa per il bene comune, partendo non dalle differenze ma da ciò che le accomuna”.

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