Terminate le riprese del documentario su Sacile

15 Dicembre 2019

SACILE. Promuovere il valore turistico di Sacile e lo strumento musicale che meglio lo rappresenta, il pianoforte, così come coinvolgere profondamente il territorio attraverso i suoi giovani e dare rilievo a uno dei suoi fiori all’occhiello in ambito culturale, il Festival pianistico internazionale Piano FVG: sono questi gli elementi che caratterizzano il progetto cinematografico “Goldberg serpentine love”, il cortometraggio musicale girato nei giorni scorsi a Sacile. Un progetto ambizioso che ha coinvolto numerosi enti e realtà locali, a partire dal Comune di Sacile che ha sposato e sostenuto il progetto, con il particolare impegno dell’Assessore al Commercio, Attività produttive e sviluppo turistico Roberta Lot, che fin da subito aveva rilevato le potenzialità e le possibili ricadute turistiche di una produzione professionale che unisce il mondo dei giovani a quello della musica e delle splendide location sacilesi.

Il cortometraggio ha coinvolto l’intera città e i suoi giovani abitanti, coinvolti in tantissimi, a vario titolo, nella produzione. Il regista Luca Coassin e il producer e sceneggiatore Pasqualino Suppa hanno voluto individuare tra le studentesse di Sacile la giovane interprete da affiancare al protagonista, il talento pianistico polacco Timoteus Bies, vincitore all’ultima edizione del concorso Piano Fvg. La scelta, come noto, era ricaduta sulla sedicenne Ilaria Moretto, studentessa del Pujati di Sacile, che ha immediatamente preso confidenza con il set, nonostante fosse al suo debutto cinematografico. Ad arricchire il cast è stato chiamato un altro, importante protagonista di fama internazionale, il giovane e talentuoso danzatore franco-marocchino Amine Messaoudi, già componente del corpo di ballo della star Madonna nel suo ultimo lavoro, che nella sua coreografia ha fatto un omaggio al cinema delle origini dei fratelli Lumière.

L’intenso cortometraggio a sfondo musicale racconta la storia d’amore tra due giovani, mentre Sacile con la sua bellezza e i suoi scorci magici è la co-protagonista visiva del racconto: al centro sua maestà il Pianoforte. Su tutto, quindi, la cultura e la manifattura del pianoforte assieme alla valorizzazione del territorio con le sue eccellenze paesaggistiche, architettoniche e culturali. Il plot racconta di un pianista che sta facendo le prove negli spazi della fabbrica Fazioli per prepararsi all’accompagnamento di un film dei fratelli Lumiere (Danse Serpentine) e contemporaneamente di una giovane ragazza che sta guardando lo stesso film: inevitabile l’incontro e l’innamoramento dei due protagonisti, raccontato sullo sfondo degli scorci più belli e suggestivi di Sacile.

Ma proprio all’interno della celeberrima fabbrica di pianoforti Fazioli si sono svolte alcune delle riprese più intense e coinvolgenti: si trattava della prima volta che Fazioli apriva le porte del suo comparto produttivo, un gesto di fiducia in questo progetto che ha riempito di soddisfazione tutto il team impegnato nella produzione.

Il lavoro nasce che una vera e propria danza visiva sulle note del pianoforte che esegue le celebri “Variazioni di Goldberg” di Bach, una danza “serpentina” che rende omaggio a uno dei più celebri frammenti di cinema delle origini: la “Danse Serpentine” dei fratelli Lumière del 1897. Una danza dedicata a un delicato amore giovanile, a un amore intellettuale per il cinema, e a uno sconfinato amore per il pianoforte e la sua musica: su tutto, i paesaggi e le deliziose atmosfere sacilesi.

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