Tavolo di lavoro Anci Fvg per le politiche di genere. Lo coordina Guglielmina Cucci

14 Febbraio 2020

PORDENONE. In Friuli Venezia Giulia cresce l’attenzione alle tematiche di genere e cresce dal basso, grazie all’impegno dei Comuni. Una attenzione già testimoniata dalla firma da parte di Anci Fvg e di Federsanità Anci Fvg del Protocollo dei Comuni del territorio pordenonese per la parità di genere, e di Carta di Pordenone – media e rappresentazione di genere, e che ora si concretizza e amplia con la delibera, da parte del Comitato esecutivo di un tavolo regionale Anci Fvg per le politiche di genere, nominando come coordinatrice Guglielmina Cucci, Assessora alle Pari opportunità del Comune di Pordenone.

Guglielmina Cucci

“La questione di genere sta diventando sempre più importante e presente nell’attualità – afferma il presidente Dorino Favot – a partire dalla drammatica escalation dei femminicidi, per arrivare ai dibattiti culturali in corso. Per questo come istituzione civile, abbiamo sentito il bisogno di fare anche noi la nostra parte. Abbiamo una linea di indirizzo a livello europeo e internazionale, incarnata dalla Carta di Istanbul, ma il lavoro deve essere capillare nella società. Anci ha gli strumenti per farlo e dunque con questo passo vogliamo dare un contributo a un cambio culturale che deve partire dal basso ed essere diffusivo”.

“Sono felice e onorata per questa nomina – dichiara l’assessora Cucci – che riconosce l’importante ruolo assunto da Pordenone negli ultimi anni e l’efficacia del lavoro realizzato finora. Il mio impegno, di cui porterò con me l’esperienza anche nell’adempimento di questo nuovo incarico, si è svolto su più livelli. Innanzi tutto il lavoro in rete, incarnato in primis dal Protocollo dei Comuni per la parità di genere e da Carta di Pordenone. Poi il lavoro con le nuove generazioni, perché è fondamentale stringere un patto educativo, lavorare nelle e con le scuole. Infine l’aspetto culturale e sociale, per creare una nuova cultura del rispetto, in un mondo che sembra a tutti gli effetti andare nella direzione opposta. Tutto questo ha creato un fermento positivo, il territorio pordenonese si è dimostrato fertile e sensibile. Qui hanno trovato terreno fecondo altri protocolli, come quello sulle molestie sul lavoro o esperienze come l’associazione ‘In prima persona, uomini contro la violenza’.

L’approccio condiviso ha stimolato anche la partecipazione attiva di piccoli comuni, che così si sono sentiti supportati e accompagnati, in un settore considerato fin’ora una Cenerentola, ‘cose di donne’, quindi meno importanti, minori, trascurabili. Finalmente si è capito che non è così, e che la civiltà e la qualità di vita di un paese si misura sulla condizione delle donne, che sono la maggioranza della popolazione. Quelli di genere, sono argomenti sui quali è facile banalizzare, ma che richiedono invece studio e conoscenze specifiche. E vanno affrontati in modo trasversale. In questo il Pordenonese si è rivelato straordinario laboratorio di buone pratiche, e difatti è stato anche tra i protagonisti agli Stati Generali delle amministratrici di Bologna”.

Il Protocollo dei Comuni per la parità di genere, promosso dall’assessorato alle pari opportunità del Comune di Pordenone, coinvolgendo tutti i comuni della Destra Tagliamento, è nato nel 2017. Esso è inteso come un momento di condivisone di strategie, buone pratiche, strumenti e risorse inerenti tutti i temi della discriminazione femminile, e quindi come strumento di lavoro in rete. In questi anni di attività si è dimostrato uno strumento utile e condiviso trasversalmente. Comuni grandi e piccoli, della pianura e della montagna, di ogni colore politico hanno dimostrato di saper lavorare uniti e coesi su questi temi.

“Una ottima base di partenza – commenta Cucci – e un bagaglio di esperienza che mi sarà utile ora per estendere questo approccio a livello regionale. I contatti con gli altri capoluoghi erano già stati avviati in precedenza, e presto avremo un esempio concreto con una sorta di gemellaggio per un progetto su una tematica condivisa con il Comune di Trieste nel mese di marzo. Non è un onere da poco coordinare tutti i comuni e sarà un lavoro da fare gradualmente, passo, passo, per crescere assieme. Perché è necessario un cambio culturale, che richiede motivazione e i giusti tempi e modalità”.

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